TEROLDEGO ROTALIANO TRENTINO DOC 2002 - CASATA MONFORT

Denominazione: Teroldego Rotaliano Trentino DOC
Vendemmia: 2002
Produttore: Casata Monfort - Lavis  (TN)
Tipologia: Vino bianco rosso fermo

Uve:  100% Teroldego
Terreno: terreno leggero, poco profondo (70-80 cm) di buona fertilitą e sempre ben drenato, supportato da un ricco scheletro ciottoloso-ghiaioso e sabbioso a pił strati.

Altitudine: Nel fondovalle
Resa: 100Q.li per Ettaro

Vinificazione: Tipica fermentazione in rosso, a contatto con le bucce, malolattica e affinamento prima in acciaio inox e talvolta in legno, poi in bottiglia per qualche mese.

Colore: Rosso rubino intenso, tendente al violaceo
Profumo: Intenso e fruttato di lamponi e mirtilli, Gradevole ed intenso č il caratteristico fruttato varietale di viola, che diventa ampio, etereo e persistente con l’invecchiamento.
Sapore: Secco, sapido, deciso e corposo, con un piacevole retrogusto amarognolo e con lieve sentore di mandorla. Leggermente tannico

Gradazione alcolica: 13% vol
Temperatura di servizio: 18-20° C.
Conservabilitą: Anche 4-5 anni; il locale deve avere una temperatura costante tra i 10 e i 15° C e umiditą intorno al 70-75%.
Prezzo indicativo in enoteca: 10€
Bottiglie prodotte: n.d.

Vitigno autoctono per eccellenza, rappresenta un esempio significativo della stretta interdipendenza tra vitigno e territorio; infatti, solo nel Campo rotaliano il Teroldego esprime al meglio le sue potenzialitą, dando prodotti robusti come quelli che il Mariani, cronista del Concilio di Trento definģ " vini muti che fan parlare". A ragione, considerato il principe dei vini trentini.

Il Teroldego Rotaliano Doc nella versione Rosso va servito in calici ballon a 16-18 gradi di temperatura. Si abbina bene a preparazioni strutturate come carni rosse con salse brune, selvaggina al forno e in salmģ, formaggi stagionati, polenta di patate, lepre alla trentina e camoscio alla tirolese.
Il periodo ottimale per il consumo del Teroldego Rotaliano č nell'arco dei due -tre anni dopo la vendemmia.

La variante Superiore assume l’appellativo Riserva dopo un periodo di invecchiamento obbligatorio di due anni.