PRIMITIVO DI MANDURIA DOC 2002 "ZINFANDEL SINFAROSA" - ACCADEMIA DEI RACEMI

Denominazione: Primitivo di Manduria DOC "Zinfandel Sinfarosa"
Vendemmia: 2002
Produttore: Accademia dei Racemi - Manduria (TA)
Tipologia: Vino rosso secco fermo

Uve:  Primitivo 100%
Terreno: alluvionale molto profondo poggiato su strati di roccia tufacea
Altitudine:
Resa: 70/80 q.li per ettaro

Vinificazione: Fermentazione del mosto a contatto con la vinaccia, che durante questa fase rilascia parte delle sostanze in essa contenute. Durante la svinatura la vinaccia viene separata dal mosto. Dopo i travasi, si procede all’affinamento e a un periodo di invecchiamento al 50% in botti di slavonia, il rimanente in acciaio

Colore: Rosso violaceo
Profumo: Sentori fruttati con note di ribes, ciliegie sotto spirito, confettura di frutti di bosco e prugne cotte. Apertura verso sensazioni speziate eleganti a cui si aggiungono gli aromi dolci del tabacco.
Sapore: Di grande concentrazione ma al contempo equilibrato, con un frutto vellutato e fragrante irrobustito da un deciso tenore alcolico. Buone sensazioni speziate di cannella. Qualche nota di astringenza nel finale dove compaiono i tannini del legno.

Gradazione alcolica: 14% vol
Temperatura di servizio: 18-20° C.
Prezzo indicativo in enoteca: 8 €

Conservabilità: Per conservare correttamente il Primitivo di Manduria Doc è sufficiente tenere il vino al buio, a una temperatura costante fra 10 e 15°C. Mantenendo l’umidità intorno al 70-75% si impedisce che il tappo si asciughi. Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale su scaffalature di legno.

Abbinamenti: Con salumi stagionati, primi piatti con sughi di carne robusti, carni di maiale e agnello al forno o in umido, carni rosse e cacciagione, formaggi ovini stagionati. Va servito in calici ballon,

Il Primitivo deve il suo nome alla precocità di maturazione dell’uva. Le sue origini sono incerte: forse nativo della Dalmazia ed importato in Puglia dagli Illiri più di duemila anni fa, forse introdotto nella zona di Gioia del Colle da frati Benedettini nel XVII secolo. La prima tesi sembra la più credibile, avvalorata da alcuni studiosi secondo i quali il Primitivo sarebbe identico al vitigno croato Plavac Mali.
Senza dubbio identico allo Zinfandel (all’inizio degli anni ’90 le ricerche sul Dna compiute dall’Università di Davis in California hanno confermato definitivamente un’analogia già espressa da tempo da vari studiosi) ampiamente diffuso in California ed in maniera minore in Australia. Non si possiede ancora una prova conclusiva che certifichi che la varietà sia nata in Puglia e che spieghi in maniera chiara le modalità con cui il vitigno sia arrivato in California.

Il Primitivo, tra le prime dieci varietà italiane per superficie vitata, è molto diffuso in provincia di Taranto (dove rappresenta il 60-70% del totale della produzione vinicola), rappresentato principalmente dalla Doc Primitivo di Manduria. Ha grande diffusione anche nella zona di Gioia del Colle (dove è vitigno principale nella Doc Gioia del Colle Rosso e Gioia del Colle Primitivo) e nel brindisino, dove non entra nella composizione di nessuna Doc ma si può trovare, anche in purezza, come vino ad Indicazione geografica tipica. Sembra che il biotipo coltivato a Gioia del Colle mostri parecchie differenze con quello coltivato nel tarantino, riscontrabili anche nella diversità dei vini prodotti nelle due zone.

La pianta del Primitivo ha un portamento eretto ed una media vigoria, e predilige forme di allevamento basse con potatura corta, tipo alberello pugliese a 4-5 speroni. Il grappolo è di taglia media, lungo, di forma conico-cilindrica, mediamente compatto e provvisto di una o due ali. La foglia è di media grandezza, pentagonale e quinque, con la pagina superiore glabra. Gli acini sono sferici e di media grandezza, con una buccia molto pruinosa, di medio spessore e di colore blu scuro. Tutte le fasi dell’andamento vegetativo del Primitivo – fioritura, invaiatura e maturazione – sono assolutamente precoci. Le uve generalmente vengono vendemmiate tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, mentre la maturazione dei racemi si compie tra la fine di settembre e la prima decade di ottobre. I racemi sono il secondo frutto che alcune varietà (primitivo, catarratto) sviluppano in quantità rilevante sulle femminelle. Questi frutti di seconda generazione maturano a distanza di circa 20 giorni dalla vendemmia dei grappoli primari e pertanto vengono raccolti e vinificati in un secondo tempo, rappresentando una seconda opportunità per migliorare o addirittura recuperare gli eventi negativi occorsi nella prima vinificazione.

L’Accademia dei Racemi – fondata da Gregory Perrucci, che insieme ai fratelli Fabrizio e Alessia si era staccato dall’azienda paterna per dare vita, assieme alla moglie Betty, dapprima alla Pervini e successivamente all’azienda agricola Felline - è un’organizzazione che raggruppa i viticoltori, gli agronomi e gli enologi più appassionati con lo scopo di promuovere la produzione di vini di qualità nel territorio regionale. Seleziona le vigne più interessanti coinvolgendo ed assistendo i proprietari nella conduzione viticola e fornendo il supporto agronomico per produrre uve migliori. L’Accademia dei Racemi inoltre coordina i lavori nelle cantine insieme ad enologi di esperienza internazionale, per dare i migliori vini di Puglia ai propri clienti nel mondo. Il lavoro principale è sulle varietà autoctone pugliesi: primitivo, negroamaro e malvasia nera di Lecce in particolare, ma anche quelle varietà quasi sconosciute che pure fanno parte del patrimonio ampelografico regionale. L’Accademia, come nell’Antica Grecia, è dunque un luogo di confronto di idee e di applicazioni di esperienze diverse finalizzate alla costituzione di un portafoglio di aziende vitivinicole che possano rappresentare l’eccellenza del vino in Puglia.

Sinfarosa è il nome dell’antica contrada, situata nel territorio del comune di Avetrana, da cui piace pensare sia iniziata l’avventura che ha portato il primitivo dall’altra parte dell’oceano. Su terreni di tipo alluvionale che poggiano su strati di roccia tufacea il primitivo viene allevato rigorosamente ad alberello con rese di 70-80 q.li di uva per ettaro. L’età media dei vigneti è di 60-70 anni e la vendemmia mediamente viene effettuata alla metà di settembre. Dopo una tradizionale vinificazione il vino invecchia per alcuni mesi per metà in acciaio e per metà in grandi botti di rovere di Slavonia.

Il prodotto della vendemmia 2002 ha un intenso colore violaceo, appena granato sull’unghia. I profumi dapprima intensamente fruttati – con note di ribes, ciliegie sotto spirito, confettura di frutti di bosco e prugne cotte – si aprono, nel corso dei minuti, con sempre maggiore decisione verso sensazioni speziate eleganti a cui si aggiungono gli aromi dolci del tabacco. La bocca è di grande concentrazione ma al contempo soave e calibrata, con un frutto vellutato e fragrante irrobustito da un deciso (ma mai eccessivo) tenore alcolico. Le buone sensazioni speziate (specialmente di cannella) che emergono nel finale impreziosiscono la suadente morbidezza che regna lungamente al palato.
Qualche nota di astringenza nel finale dove compaiono i tannini del legno.

Decisamente ben espressa la tipicità del vitigno, per un vino di sicuro spessore che dimostra pregevoli doti di immediata e piacevole bevibilità.