MONICA DI SARDEGNA DOC "PERDERA" 2003 - ARGIOLAS
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Vino: Monica di Sardegna DOC Perdera
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Vendemmia: 2003
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Produttore:
Argiolas - Serdiana (CA)
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Tipologia: Vino rosso secco fermo
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Uve: Monica
al 90%, coni vitigni complementari di Carignano e Bovale sardo
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Terreno: Struttura
calcareo-argillosa, con pendenza dolce e ottima esposizione al
sole e alla ventilazione. Piovosità non oltre 550 mm. Annui
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Altitudine: 300 mt. s.l.m.
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Resa:
Produzione per ceppo: circa Kg.
1,500.

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Vinificazione:
Pigiadiraspatura
normale, raffrescamento del mosto in fermentazione, sui 27-28° C
e il ciclo fermentativo dura circa 8-10 giorni, macerazione
compresa.
Non occorrono molti rimontaggi, perché l'uva è solitamente molto
ricca di antociani e tannini nobili.
La fermentazione malolattica avviene facilmente ed è assai
breve. La conservazione avviene in cantina a temperatura fresca
sulle vasche e nelle botti tradizionali.
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Colore: Rubino a intensità
medio-buona, con sottofondo tipico di Monica tradizionale
• Profumo:
Intenso e caratteristico di confettura di frutti rossi, sentori
vegetali e aromatici
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Sapore:
Sapore. rotondo di bassa acidità
fissa
Sottogusto finale che tende quasi alla dolcezza gustativa,
tipica del Monica di Sardegna
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Gradazione alcolica: 13% vol
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Temperatura di servizio:
14-16° C.
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Conservabilità:
5-10 anni
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Prezzo indicativo in enoteca: 10€
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Bottiglie prodotte: n.d.
L'uva Monica probabilmente fu importata in Sardegna dalla Spagna
con il nome di Morillo, di cui "mora" sarebbe una corruzione poi
italianizzata in Monica.
C'e' invece chi fa risalire l'origine del vitigno nell'isola ai
tempi dell'invasione dei Mori, basandosi sempre sul nome
"Morillo", come ancora in alcune localita' all'interno
dell'isola viene chiamata quest'uva.Non sembra pero' possibile
che, durante le invasioni dei Saraceni nell'isola - cioe' in
momenti in cui era molto difficile gia' il solo sopravvivere -
ci fosse chi pensasse ad introdurre nuove piante
nell'agricoltura locale.
La Doc Monica di Sardegna prende il nome dal vitigno con cui
viene prodotto. La zona di produzione è estesa a tutto il
territorio sardo, con l’esclusione dei terreni male esposti e
dei terreni situati sopra i 400 metri sul livello del mare. A
differenza della Doc Monica di Cagliari, il Monica di Sardegna
Doc usa le uve del vitigno Monica soltanto per l’85-90%, mentre
il restante 10-15% è costituito da altri vitigni a frutto rosso,
principalmente Pascale di Cagliari e Carignano. Viene prodotto
anche nella versione Frizzante naturale.
Come si consuma
Il Monica di Sardegna Doc Secco va abbinato a caciotta
fresca, Fiore sardo, gallina con mirto, dolce sardo, impanadas.
Va degustato in calici di media capacità svasati, a una
temperatura di 14-16°C.
Come si conserva
La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie
vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo
materiale attutisce i colpi e le vibrazioni, e che siano
mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con
un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si
asciughi.
Come si produce
La vinificazione del Monica di Sardegna Doc prevede che le
uve vengano pigiate e il mosto ottenuto messo a fermentare con
la vinaccia. La temperatura che raggiunge la massa provoca la
“fermentazione tumultuosa”, così definita in quanto il vino
sembra bollire, consentendo il passaggio delle sostanze
polifenoliche dalle bucce al vino, che dopo breve tempo si
colora. L’uva viene pigiata e solfitata e poi destinata alle
fasi di fermentazione e macerazione. Al termine avviene la
svinatura, che permette la separazione delle bucce e dei
vinaccioli dal mosto-vino. Questo viene sottoposto a travasi,
necessari a separare la frazione limpida dalla feccia e a
eliminare altre eventuali sostanze solide. La fase finale del
processo produttivo prevede l’affinamento e l’invecchiamento, la
stabilizzazione e l’imbottigliamento. La versione dolce si
ottiene con l’aggiunta di un certo quantitativo di zuccheri. Con
un anno di invecchiamento e una gradazione minima di 12,5 gradi,
può portare la qualificazione Superiore.