VENEZIA GIULIA IGT CHARDONNAY 2002 - JERMANN
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Denominazione: Venezia Giulia IGT Chardonnay
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Vendemmia: 2002
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Produttore: Vinnaioli Jermann - Farra D'Isonzo (Go)
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Tipologia: Vino Bianco fermo secco
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Uve: Chardonnay
100%
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Terreno: Marne prevalenti e arenarie appartenenti alla
formazione flyschiode di età eocenica.
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Altitudine:
n.d.
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Resa: 120 q.li per Ettaro
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Vinificazione: Invecchiamento in acciaio dopo la
vinificazione in bianco
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Colore: Giallo paglierino brillante, con rilfessi verdolini
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Profumo:
Si scorgono dapprima sentori fruttati di banana giovane e
mela golden matura per poi proseguire con fiori di campo e ginestra
ed un lieve tono di frutta secca.
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Sapore:
Al palato è di discreto corpo e di buona persistenza, la
corispondenza con il profilo aromatico è buona e sim manifesta
in aggiunta una piacevole nota di fiori di acacia e di tiglio,
ed un centro bocca di melone.
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Gradazione alcolica: 13% vol
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Temperatura di servizio:
10° C.
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Conservabilità: Entro 3-4 anni dall'acquisto
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Prezzo indicativo in enoteca: 15€
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Bottiglie prodotte:
n.d.
Gli
Jermann, arrivati in Friuli a Villanova di Farra nel 1881
dall'Austria, furono prima mezzadri, poi proprietari, finchè
verso l'inizio del secolo il vino divenne l'argomento principale
del loro lavoro.
Sono contadini duri, tutti d'un pezzo, di quelli che non
vogliono sentir debolezze né cambiare una virgola nella
tradizione. Il nonno di Silvio è uomo che, dovendo andare in
guerra, scelse l'esercito d'Austria e avendo ereditato una
vigna, seppur in valle buia e scossa dalla bora, fece vino.
Silvio che nel 1968 era a Conegliano alla "scuola del vino",
ebbe, come tutti, volontà di contestazione, ma anche
comprensione del diverso e capacità di autonomia. Ritornò con
l'ansia giovanile di cambiare tutto.
Non più vini pesanti e grassi, ma profumati, armonici, costruiti
secondo logiche contemporanee, con macchine contemporanee e per
il gusto contemporaneo, nel rispetto della tradizione.
Aveva imparato a scuola che si può vinificare in bianco, che
esiste la macerazione carbonica: egli doveva riuscire, dal suo
vino personale e preciso, quello di suo padre, ad estrarre non
soltanto un vino moderno, perché la modernità tutto appiattisce,
ma un prodotto che esprimesse, perfettamente, un gusto che
ancora si doveva formare.
Litigò, emigrò in Canada, ritornò e ci riuscì: il suo vino, e la
sua famiglia, padre austroungarico compreso, sono oggi tra i più
apprezzati e valorizzati produttori del Friuli-Venezia Giulia.
Si abbina con una grande varietà di piatti di pesce, soprattutto al forno e salsato, ma arriva a poter sposare anche carni bianche.