LE SOSTANZE AZOTATE
Sono
costituenti molto importanti nel mosto in quanto costituiscono
l'alimento essenziale per i lieviti durante la fermentazione
alcolica e inluiscono sulle caratteristiche organolettiche del vino
poi.
La loro presenza è fondamentale per il regolare sviluppo della
fermentazione. Una carenza di sostanze azotate implicherebbe un
avvio stentato della fermentazione e probabilmente anche degli
arresti della stessa.
Sul contenuto di azoto nel mosto influiscono fattori quali: il
terreno, le concimazioni, il tipo di vitigno, le lavorazioni del
terreno etc.
Nell'uva le sostanze azotate si localizzano sulla buccia
perciò l'estrazione maggiore di queste sostanze avverrà durante la
pressatura. In generale i vini torchiati hanno una quantità maggiore
di sostanze azotate rispetto al vino fiore o di prima pressata.
L'azoto è presente nel mosto sotto forma di azoto ammoniacale,
amminico ed amidico.
Durante la fermentazione la parte di azoto assimilabile viene
utilizzata dai lieviti e per cui allontanata poi dal vino con
l'eliminazione delle fecce mediante travasi. Di conseguenza nei
vini avremo una minor quantità di azoto rispetto ai mosti da cui
derivano.
Il tenore medio di composti azotati dei vini rossi è circa il doppio
di quelli bianchi e questo deriva dalle differenti condizioni di
vinificazione.L'insieme delle sostanze azotate di un vino compongono
l'azoto totale.
Nel vino l'azoto si trova sotto forma di:
Proteine: si trovano in piccole quantità e possono essere causa
di velature o di depositi in bottiglia.
Amminoacidi: rappresentano gli elementi singoli delle complesse
catene costituenti le proteine, i peptoni e i polipeptidi.Alcuni
sono già presenti nel mosto altri si formano in seguito alla
fermentazione.
Peptoni: sono responsabili con la loro coagulazione di certi
intorbidamenti che si presentano nei vini bianchi quando sono
esposti al freddo o al caldo. Si eliminano solitamente con la
bentonite.
Polipeptidi: rappresentano il 60-90% dell'azoto organico e sono
raggruppamenti di amminoacidi. Gli amminoacidi, in particolare
quelli liberi hanno importanza soprattutto per l'influenza che hanno
sulle malattie del vino.