GLI ZUCCHERI

Nel mosto sono presenti in quantità diverse e variabili: gli esosi come glucosio e fruttosio (cioè zuccheri formati da 6 atomi di carbonio) ed i pentosi allo stato libero, che aumentano durante la macerazione e la fermentazione.
Il glucosio ed il fruttosio sono rispettivamente l'aldoso e il chetoso più importanti e da questi due monosaccaridi si forma l'etanolo per l'azione fermentativa dei lieviti.

Le uve ed i relativi mosti contengono glucosio e fruttosio in quantità pressochè equimolecolari, nel corso della fermentazione questo rapporto cambia e si ha una netta prevalenza del fruttosio sul glucosio.

L'eccesso di fruttosio rispetto al glucosio ha importanza anche ai fini organolettici poiché il potere dolcificante del primo è circa il doppio del secondo.
Oltre agli zuccheri fermentescibili, nel mosto ci sono anche zuccheri infermentescibili costituiti da pentosi che passano integralmente nel vino come l'arabinosio, lo xilosio e il ramnosio.
La quantità di zuccheri presenti nel mosto è utile per calcolare il titolo alcolometrico del vino, basta moltiplicare il valore percentuale dello zucchero per il fattore di conversione pari a 0.6: infatti da un grammo di zucchero si ottengono circa 0.6ml di alcol.

La quantità di zuccheri presenti nelle uve dipende da molti fattori quali:
il grado di maturazione delle uve
il terreno, il vitigno
il sistema di allevamento della vite
l'andamento climatico
il tipo di potatura

Solitamente nelle zone a clima freddo la quantità di zuccheri è minore rispetto alle zone a clima caldo: infatti gli zuccheri vengono prodotti, all'interno dell'acino, attraverso la fotosintesi clorofilliana che è un processo che necessita di energia solare.
Maggiore sarà l'esposizione del grappolo alla luce solare più elevata sarà la concentrazione zuccherina dell'uva e del mosto poi.