LA FERMENTAZIONE MALOLATTICA

Durante la conservazione o durante la fermentazione "lenta", il vino può subire una diminuzione dell'acidità fissa dovuta alla fermentazione malolattica.
 Questo processo è determinato da batteri lattici che degradano l'acido malico ad acido lattico ed anidride carbonica. L'effetto principale di questo processo fermentativo è: la diminuzione dell'acidità.
 
 Molte volte questo fenomeno è utile ed indispensabile, specialmente per i vini rossi, per migliorare le caratteristiche organolettiche di vini che presentano una elevata acidità. Mentre si fa in modo che non avvenga per i vini in cui si vuole mantenere l'acidità inziale, per aver un prodotto di sapore "fresco" e "fruttato".
 Si può dire che è il primo passo nel processo di maturazione ed invecchiamento del vino.
 
 La fermentazione malolattica si può riassumere così:
 
 acido malico --> acido lattico + anidride carbonica
 
 La perdita di acidità fissa corrisponde a circa la metà dell'acidità dovuta all'acido malico.
 
 I fattori che influiscono sulla fermentazione sono molteplici: dal tempo di contatto mosto-vinacce (minore è, il tempo, minori sono le probabilità che avvenga), al contatto prolungato mosto-fecce (che la facilita), e anche i travasi ritardati.
 
 Le chiarifiche e le filtrazioni sterili eliminano gran parte dei batteri e quindi inibiscono la fermentazione. Temperature troppo alte o troppo basse inibiscono e bloccano la fermentazione, l'optimum è una temperatura attorno ai 25-30°C.
 
 L'aerazione moderata favorisce molto il processo in quanto l'anidride carbonica si comporta come un attivante. I vini con un elevato tenore alcolico hanno difficoltà, ad innescare il processo. Un basso tenore di SO2 facilita la fermentazione malolattica.