“GLI
ACQUISTI DI VINO AL SUPERMERCATO CRESCONO E SI POLARIZZANO SU DUE
FASCE DI PREZZO: SOTTO AI 3 EURO E SOPRA AI 5 EURO.
BENE ANCHE LE BOTTIGLIE DI QUALITA’ SUPERIORE”.
Secondo
un recente sondaggio Winenews-Vinitaly, sono sempre di più gli
enoappassionati che acquistano le loro bottiglie anche al
supermercato, soprattutto nei periodi di promozione: ben il 61%
degli amanti di Bacco si avvicina allo scaffale. Una tendenza
confermata dalle parole di Sergio Soavi, marketing manager e
responsabile dei prodotti tipici di Coop Italia, leader della grande
distribuzione nazionale, con 12 miliardi di euro di fatturato (dati
settembre 2007) e una quota del 18% del mercato.
“Nel complesso - conferma Soavi - l’incidenza delle vendite
promozionali per quando riguarda il vino è aumentata, soprattutto
nei vini al di sotto dei 3 euro e al di sopra dei 5 euro. Si
evidenzia che i consumatori si polarizzato a “clessidra”: c’è chi
aspetta l’occasione per acquistare vini di buona qualità e di
collocamento prezzo elevato, e al tempo stesso ci sono consumatori
che utilizzano il vino tutti i giorni, e aspettano l’evento
promozionale, che oggi ormai è quasi quotidiano, per acquistare vini
di fascia di prezzo e di qualità probabilmente più bassa, anche
sotto i 3 euro o addirittura i 2,5”.
Gli scaffali dei supermercati, però, sono anche il regno del vino da
tavola e in brik: cosa sta cambiando in questo settore di consumo?
“La fascia dei consumatori del vino da tavola o in brik, che sono
poi i protagonisti più attivi dell’acquisto quotidiano al
supermercato, resta - sottolinea Soavi - ferma, semmai con qualche
segno di debolezza”.
Se gli enoappassionati incominciano ad acquistare le loro etichette
anche al supermercato, cosa che fino a non molto tempo fa era
considerata quasi “eresia” per i cultori di Bacco, vuol dire che
qualcosa è cambiato negli stili di vita e nell’approccio al vino dei
consumatori. “Un fenomeno - spiega Soavi - che abbiamo notato,
dovuto anche al fatto che negli ultimi tempi il consumatore è in
difficoltà ad andare per ristoranti con la frequenza che vorrebbe, è
che negli ultimi mesi ci sono stati incrementi notevoli nelle
vendite di vini di fascia superiore in promozione, e questo, forse,
perché c’è un ritorno all’utilizzo domestico di prodotti di elevata
qualità”.
“Il
vino - aggiunge Soavi - è considerato ormai un elemento di
relazione, oltre che di consumo: quando tu inviti qualcuno a casa o
vai come ospite, cerchi di portare un prodotto di qualità elevata.
Se lo trovi al supermercato a condizioni economiche vantaggiose, sei
ben contento di acquistarlo li”.
Oltre a questi mutamenti sociali, però, ci sono anche altri motivi
che hanno avvicinato gli enoappassionati agli scaffali della grande
distribuzione: “c’è stato un miglioramento dell’offerta qualitativa
complessiva di vino al supermercato, le fasce di prezzo sono diverse
di quelle di 7-8 anni fa. Sono stati creati gli ambienti giusti -
spiega Soavi -, e c’è stato un investimento anche sulla formazione
minima degli addetti. Ma anche da parte dei produttori c’è stato lo
sforzo di conoscere la grande distribuzione per avere rapporti più
sereni, senza affidare la gestione del prodotto a terzi, e questo ci
ha avvicinato al consumatore. Oggi sugli scaffali della gdo ci sono
vini fatti da ottimi produttori, con un rapporto qualità prezzo
corretto, senza inseguire i soliti grandissimi nomi che non hanno
bisogno di questo canale distributivo, perché lavorano su altri
concetti e su un altro posizionamento. Non si fa politica
commerciale - conclude Soavi - svendendo i prodotti di grande
notorietà, non è un obiettivo della gdo, o almeno non è quello di
Coop”.