TRA BOSCHI, MASI E VIGNETI
L'Alto Adige è la terza forza vinicola italiana, un’ideale meta
per tutti coloro che, amando il vino, desiderino programmare una
vacanza che dallo specifico vinicolo prenda l’avvio per estendersi
all’escursionismo, alla scoperta di luoghi incontaminati, di un
modello di vita e di comunità assolutamente unico.
Con
l’eccezione della Val Pusteria e della zona dolomitica (Val Badia,
Val Gardena, Catinaccio, Alpe di Siusi) tutte le principali zone
turistiche altoatesine, Merano e dintorni, la Valle Isarco con
Bressanone, l’Oltradige e la bassa atesina, la Val Venosta, Bolzano
e il suo circondario sono anche rinomate zone di produzione di vini.
In
poche zone al mondo è possibile trovare una gamma di etichette a un
livello medio così elevato e ottenute da così tanti vitigni,
autoctoni e non: in pratica, ogni angolo vitato dell’Alto Adige
produce vino di qualità.
Questi brillanti risultati sono il prodotto di uno sforzo collettivo
che ha visto protagoniste le grandi cantine sociali come i piccoli
produttori, e che fa del Sud Tirolo la regione all’avanguardia nel
campo della tutela delle denominazioni di origine.
Attualmente nella regione si coltivano circa 5.000 ettari di
vigneto, il 98,8% dei quali dà origine a vini Doc. La produzione
annuale è di circa 400.000 ettolitri e se negli ultimi anni la
regione ha acquistato buona fama per i vini bianchi non va
dimenticato che i rossi rappresentano ancora il 65% della produzione
totale.
Il più tipico dei vitigni altoatesini a bacca bianca è il traminer
aromatico (o Gewürztraminer), che come dice il nome è originario del
paese di Termeno (Tramin) e da lì si è diffuso in tutto il mondo,
mentre tra le varietà a bacca nera domina la schiava (Vernatsch):
basti pensare che circa l’80% dei rossi prodotti nella regione ha
come base questo vitigno, di cui sono conosciute almeno cinque
sottovarietà.
Le zone di produzione a Doc nella regione sono sette, e ad eccezione
della denominazione “Caldaro” o “Lago di Caldaro” la specificazione
“Alto Adige” compare obbligatoriamente sull’etichetta. La Doc Alto
Adige (Südtirol), fra bianchi e rossi comprende venti tipologie,
Spumante Classico compreso, e rappresenta più della metà della
produzione totale. Passiamo alle altre denominazioni: dalle uve
schiava nascono il Lago di Caldaro (Kaltersee), il Santa Maddalena,
il Colli di Bolzano (Bozner Leiten) e il Meranese di Collina o
Colline di Merano (Meraner Hugel).
La zona di Terlano ha una Doc a sé, che tutela i vitigni pinot
bianco, riesling italico, riesling renano, sauvignon, müller thurgau
e chardonnay. Molto interessante è anche la Val d’Isarco, dove
esiste una specifica Doc che comprende Traminer Aromatico, Pinot
Grigio, Müller Thurgau, Veltliner e Sylvaner: questi vini “di
montagna” vantano un patrimonio aromatico spiccato e inconfondibile.
Ultima delle Doc regionali è la Val Venosta: con appena 60 ettari
complessivi di superficie vitata, è anche la zona vitinicola a
denominazione di origine più piccola d’Italia. Sono attualmente in
produzione Chardonnay, Kerner, Müller Thurgau, Pinot Bianco, Pinot
Grigio, Traminer Aromatico, Pinot Nero e Schiava.
Come
non sfruttare pertanto l’occasione di conoscere meglio cantine
private e cantine produttori (kellereigenossenschaft), le terre dove
nascono i pregiati Gewürztraminer, Pinot bianco, Chardonnay,
Lagrein, Santa Maddalena, Pinot nero, i potenti ed eleganti Cabernet
e Merlot, trascorrendo un periodo di vacanza, dove alternare visite
e degustazioni ad itinerari escursionistici, riposanti passeggiate,
incontri con i kellermeister, proprio in località come Chiusa,
Bressanone, Termeno, Terlano, Egna, Caldaro, Marlengo, Cornaiano,
che devono la loro popolarità ai prodotti della vite ?
In tutte queste località il visitatore eno-gastronomico potrà
facilmente trovare ottimali sistemazioni negli alberghi, nelle
pensioni o gasthaus o garni di cui ogni località è fornita. A questo
viaggiatore che proprio perché appassionato di vini dimostra
peculiari sensibilità ed interesse per l’agricoltura, che “nel corso
dei secoli ha sviluppato una cultura paesaggistica originale e
varia” vorremmo però consigliare un tipo di vacanza decisamente
diversa dal solito, in uno dei 741 masi agrituristici della regione.
Nel corso di una vacanza in un maso sudtirolese si può fare
conoscenza in presa diretta con la vita contadina, con il duro
lavoro svolto prevalentemente all’aperto e capire come
l’agricoltore, sia che allevi bestiame o conduca un’azienda vinicola
piuttosto che ortofrutticola, sia un personaggio tutto da scoprire,
fedele alle tradizioni e ad abitudini ancestrali.
Si potrà scegliere una delle località della Weinstrasse, dove oceani
di vigne scandiscono
il paesaggio in riva al Lago di Caldaro, si
potrà arrampicarsi
sino ai 1200 metri di Meltina per visitare la più
alta cantina spumantistica europea, vedere dove nascono il Veltliner
e il Müller Thurgau più profumati e fini in Valle Isarco, oppure,
tenendosi sempre poco distante dalle più rinomate località vinicole
come Appiano e Termeno, scegliere la tranquillità e l’aria fresca e
pura di un maso su ai 1400 metri di Aldino, ai mille metri
dell’incantevole San Genesio e dell’altopiano del Renon.