CONOSCIAMO MEGLIO LA FRANCIACORTA
C'è una piccola regione in Lombardia, sotto il lago d'Iseo e
a pochi passi dalla città di Brescia, che da molti anni sta
facendo parlare di sé nel mondo per le sue pregiate
bollicine, si badi bene a non chiamarlo spumante, e che
prendono il nome di Franciacorta, una storica area vinicola
che vanta radici antichissime e i suoi vini, già in epoche
passate, erano ben noti per le loro qualità.
Oggi le nobili bollicine della Franciacorta appartengono al
ristretto gruppo dei vini d'eccellenza del mondo, un
notevole successo ottenuto con caparbietà e serietà in un
tempo relativamente breve, poco meno di 40 anni. La strada
percorsa dai produttori della Franciacorta è un brillante
esempio di come la serietà e la passione condivisa per
l'ottenimento della qualità dei vini di una zona, consenta
di raggiungere livelli elevatissimi in poco tempo, e a
parlare sono i fatti, quei fatti che innegabilmente trovano
conferma in un buon calice di Franciacorta. In quest'area,
oggi celebre per le bollicine, si producono inoltre vini
bianchi e rossi da tavola, ancora una volta, esempi di buona
qualità.
La Franciacorta e il vino sono legati da molti secoli, non solo ai vini da tavola tranquilli, ma anche a quelli che si potrebbero definire gli “antenati” dei moderni spumanti e che ai quei tempi prendevano il nome di vini mordaci, in altre parole, vini frizzanti. Nella zona della Franciacorta si producevano e si commercializzavano vini frizzanti già dal 1200 e qualche secolo dopo, verso la metà del 1500, Agostino Conforti lasciò testimonianze scritte su un vino bianco frizzante detto Cisiolo. Certamente vini molto diversi e lontani, non solo nel tempo, dai moderni e spumeggianti Franciacorta, ma sufficienti a dimostrare che qui le bollicine hanno una lunga storia. Tuttavia è bene ricordare che lo stile di produzione recente della Franciacorta non ha avuto nessun legame tradizionale e storico con i vini frizzanti del passato: si è trattato, a onore del vero, dell'introduzione nell'area del metodo classico a seguito dell'alto successo commerciale delle bollicine prodotte nella vicina Francia.

Il nome con cui si definisce questa importante area
vinicola, Franciacorta per i vini spumanti, Terre di
Franciacorta o Curtefranca per i vini da tavola tranquilli,
ha un'origine controversa e molte sono le ipotesi e le
leggende sul suo significato.
L'ipotesi più probabile deriva da franchae curtes,
cioè corte franca, paesi e borgate medievali che erano sotto
la protezione dei monaci Benedettini e che ottennero
l'esenzione fiscale.
Tuttavia esistono altre ipotesi sull'origine del nome
Franciacorta, alcune di queste leggendarie, come il nome
piccola Francia attribuito da Carlo Magno, così come il
grido “Francese fuori! Qui Francia sarà corta!” del popolo
insorto all'occupazione di Carlo d'Angiò, o derivanti da
espressioni dialettali a sottolineare le non floride
condizioni di vita del popolo “a curt de franc”, cioè
“a corto di denaro”.
Leggende e ipotesi a parte, i documenti storici del luogo,
lo Statuto Municipale di Brescia, riportano per la prima
volta il nome Franzacurta, o Franzia Curta,
nel 1277, già a quei tempi importante zona di produzione di
vini e da cui la città di Brescia si riforniva.
Il successo delle pregiate e nobili bollicine della
Franciacorta è comunque un fatto di storia recente. Tutto
nasce alla fine degli anni 1950 quando un giovane
enotecnico, Franco Ziliani, conduce i primi esperimenti
nelle celebri cantine di Guido Berlucchi. Nel 1958, Franco
Ziliani, considerato oggi il padre del Franciacorta, dopo
alcuni tentativi, riesce, senza mai essere stato nella
Champagne Francese, a produrre vini spumanti, con la tecnica
della rifermentazione in bottiglia, grazie alle tecniche
apprese durante le lezioni seguite a scuola. Sulla base di
un vino tranquillo prodotto da Guido Berlucchi, decise di
impiegare il Pinot Bianco per il suo spumante e ben presto
quel vino, lo spumante Pinot della Franciacorta, prodotto
nelle versioni bianco e rosé, divenne famoso in tutta
Italia, tanto che le richieste costrinsero Berlucchi a
procurarsi le uve fuori dai confini della Franciacorta.
Negli anni 1970, la fama del vino spumante di Berlucchi,
convinse altri produttori della zona a occuparsi di questo
vino, fra questi Domenico De Filippo, Barone Pizzini
Piomarta, Fratelli Lenza, Lantieri de Paratico, Bersi
Serlini, Riccafana e Ca' Del Bosco. A quei tempi la
Franciacorta aveva già ottenuto, nel 1967, la Denominazione
di Origine Controllata (DOC).
Fra i tanti personaggi che hanno contribuito alla storia recente delle bollicine della Franciacorta, un ruolo fondamentale sullo sviluppo dell'immagine e della qualità di questi vini si deve a Maurizio Zanella, fondatore della celebre Ca' del Bosco. Nel 1980, il vulcanico Maurizio Zanella, dopo avere studiato alla Station Œnologique de Bourgogne e all'Università di Enologia di Bordeaux, ispirandosi ai celebri vini della Champagne, decide di avviare nella sua azienda la produzione di spumanti. Un successo clamoroso e ben presto i Franciacorta di Ca' del Bosco divennero un importante punto di riferimento per tutta la zona. Da quel momento le bollicine della Franciacorta di strada ne hanno fatta tanta. Nel 1990 nasce il Consorzio per la Tutela dei Vini Franciacorta, e nel 1995 viene riconosciuta, grazie all'importante contributo di Ricci Curbastro e Comolli, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), unico spumante Italiano metodo classico a potersi fregiare di questo prestigioso risultato. Una caratteristica importante della Franciacorta è rappresentata dai suoi produttori. A differenza di altre zone in cui si producono vini spumanti metodo classico, qui non esistono grandi aziende che raccolgono le uve di altri produttori, nella Franciacorta si trovano principalmente piccole cantine che producono i propri vini con le uve dei loro vigneti e la produzione annua di ognuna difficilmente supera 400.000 bottiglie.
Franciacorta non è solo bollicine. Nella stessa zona si
producono infatti anche vini da tavola tranquilli, sia
bianchi, sia rossi, ai quali è riconosciuta la denominazione
Terre di Franciacorta o Curtefranca, in
omaggio a due dei nomi con cui la zona era nota nei secoli
passati. La scelta di non guardare al passato della
Franciacorta, seppure di rilievo, e di non legarsi alle
antiche tradizioni, ha consentito ai produttori di
quest'area di sviluppare un modello produttivo innovativo
tale da conseguire la qualità: una scelta che ha favorito
l'introduzione di uve specifiche per la produzione di
spumanti, Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, ma anche
uve per la produzione di vini rossi, come Cabernet
Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Nebbiolo e Barbera. La
produzione di vini bianchi è ottenuta dalle uve Pinot Bianco
e Chardonnay. Oggi la Franciacorta, con i suoi vini da
tavola e i suoi spumanti, rappresenta un importante modello
enologico Italiano nel mondo, un grande successo ottenuto
attraverso la caparbietà e la costanza qualitativa dei
produttori, un grande vanto Italiano oggi conosciuto in
tutto il mondo.
Classificazione della Franciacorta
La classificazione qualitativa
dei vini della Franciacorta
è riconosciuta e stabilita dal sistema Italiano in accordo
al tipo. I vini da tavola tranquilli, sia rossi, sia
bianchi, appartengono alla Denominazione d'Origine
Controllata (DOC) “Terre di Franciacorta” o “Curtefranca”,
mentre i celebri vini spumanti appartengono alla
Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG).
I vini spumanti della Franciacorta sono tutti prodotti
secondo il metodo classico della rifermentazione in
bottiglia e sono gli unici spumanti d'Italia prodotti con
questo metodo ad appartenere alla categoria DOCG. Secondo il
disciplinare che regola la produzione di questi vini, nelle
etichette di Franciacorta non può essere menzionato né il
generico termine spumante, né riferimenti al metodo
di produzione, come metodo classico o metodo
tradizionale. Pertanto il Franciacorta deve essere
chiamato, anche per legge, solo ed esclusivamente Franciacorta, senza altre definizioni.
Il disciplinare di produzione del Franciacorta è da
considerarsi fra i più rigidi e scrupolosi che esistano fra
gli spumanti metodo classico del mondo.
Per esempio, il Franciacorta
non millesimato prevede
tempi di maturazione minimi di 25 mesi, di cui almeno 18 in
bottiglia sui lieviti, mentre per i millesimati, il
tempo minimo di maturazione è 37 mesi, di cui almeno 30 in
bottiglia sui lieviti. Il Franciacorta può essere prodotto
sia senza annata sia millesimato, bianco o rosé, e
nella versione Satèn, caratterizzato da una minore
pressione. I Franciacorta sono inoltre prodotti in diversi
livelli di dolcezza: Non Dosato (o Pas Dosé, Dosage Zéro,
Pas Opéré o Nature), Extra
Brut, Brut, Sec e Demi-Sec. Da notare che il Satèn, ottenuto
esclusivamente con le uve a bacca bianca Chardonnay e Pinot
Bianco, è prodotto unicamente nella versione Brut, mentre i
Franciacorta Rosé non prevedono la categoria Extra Brut.
Produzione della Franciacorta
Il Franciacorta è prodotto secondo il Metodo
Franciacorta, sostanzialmente, metodo classico, in cui
le procedure di produzione, controllo e maturazione seguono
criteri piuttosto rigidi e scrupolosi, probabilmente come
per nessun altro vino spumante al mondo. Esattamente come
previsto dal metodo classico, la produzione del
Franciacorta inizia con la preparazione del vino base, o
cuvée, che per legge deve avere un volume alcolico non
inferiore al 9,5%.
La produzione del vino base prevede anche un'eventuale
maturazione in botti di vario formato e per i Franciacorta
non millesimati, è ammesso l'impiego di vini di
annate diverse, mentre per i Franciacorta millesimati,
vige l'obbligo di impiegare esclusivamente vini appartenenti
all'annata dichiarata in etichetta. Le uve ammesse per la
produzione del Franciacorta sono tre, di cui due a bacca
bianca, Chardonnay e Pinot Bianco, e una a bacca nera, il
Pinot Nero. Queste uve possono entrare nella composizione
del vino base in percentuali diverse, tuttavia per i
Franciacorta Rosé la percentuale minima di Pinot Nero è del
15%, mentre il Franciacorta Satèn può essere prodotto
esclusivamente con uve a bacca bianca.
La produzione del vino base da uve Pinot Nero è svolta
in bianco, cioè evitando il contatto con le bucce,
mentre nei vini rosé si provvede alla macerazione sulle
bucce in accordo al colore e alle qualità organolettiche
desiderate dal produttore.
Durante il periodo primaverile, i vini base iniziano il loro
viaggio all'interno di una bottiglia per poi impreziosirsi
di raffinate bollicine. Al vino base si aggiunge il
cosiddetto liqueur de tirage, una mistura di zuccheri
e lieviti con lo scopo di attivare la seconda fermentazione.
È bene ricordare che ogni 4 grammi di zucchero aggiunto in
un litro di vino base produce una pressione di un'atmosfera,
pertanto la quantità solitamente impiegata è di 24 grammi in
modo da ottenere la consueta pressione di 6 atmosfere. Si
sottrae a questa regola il Franciacorta Satèn, la cui
pressione non può mai superare le 4,5 atmosfere. Il vino
base viene quindi imbottigliato iniziando la procedura
successiva detta presa di spuma, ottenuta attraverso
l'attivazione della rifermentazione in bottiglia. Durante la
fermentazione i lieviti consumano gli zuccheri, producendo
alcol e anidride carbonica, responsabile dell'effervescenza
dei Franciacorta.
Al termine della fermentazione i lieviti si depositano
sulla parete della bottiglia, lasciata in posizione
orizzontale, e inizia il periodo di maturazione sur lie,
cioè sui lieviti. Per i Franciacorta senza annata
il periodo minimo di maturazione è di 18 mesi, mentre per i
Franciacorta millesimati è 30 mesi, periodi che,
generalmente, sono ulteriormente allungati in modo da
conferire maggiore complessità e struttura al vino. Durante
questo periodo i lieviti, attraverso un processo detto
autolisi, si disgregano e cedono al vino i loro aromi e
sapori, conferendo quindi al Franciacorta una maggiore
complessità e finezza.
Trascorso il tempo di maturazione, è opportuno rimuovere il
sedimento dei lieviti. Le bottiglie sono collocate con il
collo in giù in cavalletti di legno (pupitres), dove
inizierà il paziente lavoro del remuage, la famosa
operazione di scuotimento e rotazione della bottiglia che
avrà lo scopo di spingere il sedimento verso l'apertura. Al
termine del remuage, quando le bottiglie assumono nei
pupitres la posizione verticale, il sedimento è ora
pronto per essere rimosso.
A questo punto il collo delle bottiglie viene immerso in
una soluzione liquida a una temperatura di circa -20°C con
lo scopo di congelare rapidamente il sedimento. L'operazione
successiva, sboccatura o dègorgement e che consente
l'eliminazione del sedimento, consiste nell'apertura della
bottiglia. La pressione interna provvederà a espellere il
“tappo” congelato di lieviti esausti, assicurando inoltre
una perdita di vino molto limitata e lasciando il vino
perfettamente limpido. A questo punto le bottiglie sono
ricolmate con una soluzione speciale, detta liqueur
d'expedition o dosaggio, che ha l'ulteriore scopo
di conferire la giusta dolcezza al vino in accordo allo
stile. Il dosaggio è generalmente composto dallo stesso
vino, o anche vino maturato a lungo, a cui si aggiunge
zucchero: una ricetta segreta e che conferisce il
tipico stile del produttore. In accordo alla quantità
di zucchero aggiunto al dosaggio, si ottengono gli stili
Extra Brut, Brut, Sec o Demi-Sec. È opportuno ricordare che
il Franciacorta Satèn può essere prodotto unicamente come
Brut e il dosaggio impiegato per il Pas Dosé non prevede
nessuna aggiunta di zucchero. A questo punto le bottiglie
sono chiuse con il tipico tappo di sughero e opportunamente
agitate in modo da amalgamare il dosaggio al vino e, dopo un
adeguato periodo di affinamento in cantina di qualche mese,
il Franciacorta è pronto per la commercializzazione.
Terre di Franciacorta o Curtefranca
In questa zona si producono, oltre a vini con nobili
bollicine, anche vini da tavola classificati come “Terre di Franciacorta” o “Curtefranca” DOC. La produzione riguarda
sia vini bianchi, sia vini rossi. Il Terre di Franciacorta
Bianco è prodotto con le uve Chardonnay e Pinot Bianco, da
sole o insieme, a cui si può eventualmente aggiungere Pinot
Nero vinificato in bianco. Il Terre di Franciacorta Rosso è
invece prodotto con le uve Cabernet Sauvignon, Cabernet
Franc, Merlot, Nebbiolo e Barbera. A causa della confusione
che si potrebbe verificare fra le due denominazioni della
zona, Terre di Franciacorta per i vini tranquilli,
Franciacorta per gli spumanti, recentemente si è proposto
per i vini da tavola tranquilli la denominazione
“Curtefranca”, e che dovrebbe aiutare i consumatori a
distinguere le due denominazioni. I vini da tavola prodotti
in questa denominazione, sia bianchi, sia rossi, sono
piuttosto interessanti sotto il profilo organolettico, in
particolare i vini rossi, dove Nebbiolo e Barbera
conferiscono a Merlot e Cabernet piacevoli qualità di
freschezza.