COME GESTIRE LA CANTINA DI CASA
Nel linguaggio tecnico la parola "cantina" viene usata con il
significato di stabilimento enologico e quindi luogo, all'interno
dell'azienda vitivinicola, in cui si svolgono le varie fasi della
vinificazione.
Nel linguaggio comune invece la parola "cantina" conserva il
significato di luogo appartato, ripostiglio, interrato o
seminterrato, in cui si conservano il vino e alcuni alimenti.
È poi
interessante e curioso il significato della parola "cantina" nel
linguaggio dei simboli: qui infatti indica la stanza del tesoro,
sul piano spirituale corrisponde alla conoscenza di sé e su quello
monastico ha senso di interiorità, di stanza del segreto. Parlando
della cantina privata ci si riferisce al luogo in cui viene tenuto,
per la conservazione e l'eventuale collezione, il vino destinato al
consumo familiare. Il locale adibito a tale scopo deve avere alcuni
requisiti fondamentali, infatti la qualità del vino dipende anche
dalle condizioni ambientali in cui è conservato perché il vino non è
un prodotto inerte ma i suoi composti sono in continua evoluzione
La cantina ideale è sotterranea, scavata nella roccia o nel
calcare oppure costruita con pietre e mattoni; il pavimento, perché
mantenga il giusto grado di umidità, deve essere composto di diversi
strati: dal basso verso l'alto si incontreranno grossi ciottoli,
ghiaia grossa, ghiaia minuta, terriccio pressato e mattoni in
costa. Deve essere orientata verso nord o nord-est, il che permette
di avere sempre, all'interno del locale, temperature fresche, mentre
sono sicuramente da evitare i locali esposti a sud poiché tale
collocazione implica eccessivi aumenti di temperatura stagionali. La
temperatura deve essere sempre piuttosto fresca ma l'importante è
che sia costante e poco sensibile alle variazioni esterne. Una
temperatura compresa tra 10 e 15°C è sufficiente a impedire la
moltiplicazione dei microrganismi e rallentare l'evoluzione dei
processi organici così da permettere la duratura conservazione delle
caratteristiche organolettiche dei vini. A questo proposito non
devono essere installate, in prossimità o all'interno del locale
cantina, né caldaie né bruciatori per il riscaldamento né tanto meno
devono attraversare il locale tubature portanti acqua calda, a meno
che non siano ricoperte da materiali termoisolanti.
L'importanza dell'umidità
Il grado di umidità deve attestarsi intorno al 70%, un'umidità
eccessiva favorirebbe la formazione di muffe mentre un'umidità
insufficiente provocherebbe l'essiccazione dei tappi di sughero. I
muri in mattoni sono giudicati i più adatti per evitare la
trasudazione dell'umidità. Per contrastare la formazione delle muffe
è indispensabile anche una buona e costante ventilazione senza forti
correnti d'aria. Uno dei principali requisiti di una buona cantina è
poi che sia buia o attraversata da luce molto fioca. Non devono
quindi essere presenti grandi finestre che lascino entrare la luce
diurna, l'illuminazione artificiale deve essere indiretta e in ogni
caso con lampade di poche candele (sotto i 75 watt) ottime quelle
con filamenti di carbone (che illuminano senza scaldare), come anche
quelle schermate o quelle al sodio, mentre sono da evitare le
lampade al neon perché i raggi ultravioletti attraversano il vetro
delle bottiglie e alterano il vino favorendo l'instaurarsi di un
particolare fenomeno ossidativo. Il rumore trasmette all'aria forti
vibrazioni che possono nuocere agli equilibri interni del vino, la
cantina ideale dovrà quindi trovarsi lontana da fonti di eccessivo
rumore (traffico, impianti vari, etc…) o da esse deve essere
adeguatamente protetta grazie all'ausilio di appositi pannelli
isolanti.
Ordine e pulizia!
La cantina va poi mantenuta rigorosamente pulita per quanto
riguarda sia le pareti che il pavimento. Uno strato di tinteggiatura
neutra a calce favorisce il mantenimento delle adeguate condizioni
igieniche del locale, facilitandone i lavori di pulizia. Ogni volta
che si effettuano lavaggi con acqua, bisogna eliminare ogni residuo
della stessa il cui ristagno provocherebbe odori sgradevoli
trasmettendo alle bottiglie puzza di marcio.
Bisogna evitare che nella cantina sostino alimenti con odori e
sapori accentuati o detersivi, lubrificanti, vernici, pneumatici
poiché i tappi in sughero assorbono questi odori dalle loro
microscopiche porosità e li trasmettono al vino.
Il
consiglio d'oro? Scaffali di legno
Lungo i muri, leggermente staccati dalle pareti, si possono
sistemare gli scaffali in modo che non assorbano eventuale umidità e
anche per permettere la circolazione dell'aria. Il materiale
migliore per gli scaffali è il legno perché non varia la temperatura
delle bottiglie e attenua le eventuali vibrazioni. È
sconsigliabile
l'uso di scaffalature metalliche poiché il metallo trasmetterebbe le
vibrazioni alle bottiglie impedendo, tra l'altro, la sedimentazione
delle particelle solide, tuttavia esistono anche portabottiglie in
metallo plastificato con accorgimenti antivibrazione e inclinazione
regolabile. La posizione migliore per le bottiglie è quella
orizzontale soprattutto per le bottiglie con il tappo di sughero, in
tal modo infatti il continuo contatto del vino con il sughero
consente al tappo di mantenere sempre il giusto grado di umidità e
quindi la perfetta tenuta. Con le bottiglie coricate si ha anche il
vantaggio di poterne accatastare, in un minore spazio, un numero
maggiore.
Il
problema del tappo
È errato pensare che il contatto del liquido con il tappo conferisca
al vino odore e sapore di tappo, ciò infatti avviene solo nelle
bottiglie chiuse con tappi difettosi (anche se tenute in posizione
verticale), invece il rischio di eventuali difetti di chiusura
dipende soprattutto dalla permanenza delle bottiglie in posizione
verticale: in questa posizione e con l'aggravante di condizioni di
temperatura e umidità inadeguate, il sughero, proprio a causa
dell'assenza del contatto con il liquido, rinsecchisce perdendo la
sua elasticità. La posizione verticale è accettabile invece per le
bottiglie che hanno chiusure diverse dai tappi di sughero.
Come
disporre le bottiglie
La disposizione delle bottiglie deve prevedere che sugli scaffali
più alti vengano collocati i vini rossi e, più in generale, quelli a
lungo invecchiamento, al centro i rossi leggeri e sempre più vicini
al pavimento i rosati, gli spumanti e i bianchi. Questa disposizione
è in rapporto alla temperatura dell'ambiente che è più alta verso
l'alto e man mano che ci si avvicina al pavimento più fresca, in
questo modo i vini vengono mantenuti a temperature simili a quelle
del loro servizio. Sulla parte anteriore degli scaffali risulterà
utile l'applicazione di cartellini che indichino le informazioni
essenziali dei vini contenuti negli scomparti (nome, regione di
provenienza, annata, etc…); se si comprano spesso vini sfusi da
imbottigliare a casa sarà ancora meglio avere un quaderno contenente
le annotazioni fondamentali aggiornate, in modo da ricordare con
esattezza mese e anno in cui si è effettuato l'imbottigliamento.
Il numero massimo di bottiglie da conservare dipende ovviamente,
oltre che dalle possibilità economiche di ciascuno, dalla capienza
della cantina. La scelta dei vini va fatta con un assortimento
adeguato in base alle necessità e probabilità di consumo sia
quotidiano che occasionale ( in previsione di eventuali ospiti).
I controlli periodici alla propria cantina
Di tanto
in tanto è consigliabile fare dei controlli sullo stato di
conservazione ed evoluzione dei vini custoditi nella cantina in
particolare controllando i tappi e il livello del vino nelle
bottiglie. Bisognerebbe
avere l'accortezza di consumare nei tempi
giusti le varie scorte di vino, sapere quando è il momento ottimale
per bere un dato vino e quando inizia invece a tramontare. È
sconsigliabile tenere vini in cantina per molto tempo soprattutto se
bianchi, rosati, spumanti o rossi leggeri, è meglio ridurre a brevi
periodi l'intervello di tempo tra acquisto e consumo perché nella
maggior parte dei casi i vini che si trovano in commercio sono
maturi abbastanza per poterne apprezzare da subito le migliori
caratteristiche. Una più lunga permanenza in cantina deve essere
riservata solo a particolari vini di corpo che maturano lentamente
migliorando a poco a poco le loro caratteristiche evitando però
anche qui gli eccessi. Va anche tenuto presente che lo stesso tipo
di vino può cambiare da una vendemmia all'altra: è quindi bene
tenersi al corrente dell'andamento stagionale delle varie annate
anche aggiornandosi con le valutazioni fatte dagli esperti.