IL COLLIO NELLA BOTTIGLIA

Le colline che circondano Gorizia, zona di produzione della DOC Collio (o Collio Goriziano) costituiscono uno dei migliori ambienti naturali in assoluto per la coltivazione della vite.
E' una piccola area compresa tra il fiume Judrio ed il confine con la Slovenia che gode dell'influsso benefico del mare (il non lontano golfo di Trieste), della positiva protezione di vicine barriere naturali (catene montuose e boschi molto ben tenuti: non è raro - come è capitato a noi - scorgere i caprioli dai vigneti) e di una insolazione intensa.

Il regolare susseguirsi di vallate ed alture a breve distanza le une dalle altre, inoltre, determina una inclinazione ottimale del suolo che, oltre a migliorare il drenaggio, provoca un maggiore impatto dei raggi del sole sulle viti. Ma, l'eccellenza e l'unicità dei vini prodotti in quest'area - tra i migliori vini italiani - devono molto soprattutto alle caratteristiche geologiche del terreno: rocce marnose ed arenarie che in superficie si sgretolano in frammenti scagliosi e via via in argilla finissima (la cosiddetta "ponka", termine friulano che identifica la marna) e, a diverse profondità, presenta una peculiarità piuttosto rara: uno strato denominato "Flysh di Cormons"¹.
E' proprio questa conformazione unica che conferisce ai vini del Collio una freschezza eccezionale e la loro attitudine all'invecchiamento. Soprattutto nei vini bianchi² questo crea nelle DOC Collio e Collio Orientali del Friuli delle condizioni uniche in Europa: esprimono la loro potenza ed il massimo della loro personalità dopo 3/5 anni di invecchiamento (uno dei motivi per cui vengono indicati dalla stampa internazionale come "Super-Whites" oppure qualche volta "bianchi-rossi").

Gli uomini di Gorizia poi hanno fatto il resto: credendo e promuovendo il loro territorio e le sue tipicità, salvando vitigni unici come la Ribolla gialla, il Refosco, il Picolit. Intelligentemente. Riproponendo una tradizione viva, stimolata dall'innovazione e resa insieme diversa e fedele a se stessa. Grazie alla guida di Roberto Sirok, nostro amico e Virgilio in questo viaggio, siamo entrati nelle case di Cormons e seduti intorno ai tipici focolari friulani siamo venuti a contatto con il carattere di questa terra.

Vini bianchi da non bere subito: un invito a scoprire il "Barolo dei bianchi"
E' una questione di terreno che nel Collio possiede delle caratteristiche geologiche eccezionali e di una posizione geografica felice che fonde in giusto equilibrio gli influssi benefici del mare e della montagna.

E' per questi motivi che i vini bianchi del Collio mantengono a lungo la loro struttura continuando a migliorarla negli anni: sono bianchi da gustare appieno quando sono maturi, dopo 3/5 anni dalla vendemmia. Come per i vini rossi il Barolo, che da giovane è chiuso e poco aggraziato e a distanza di anni regala profumi e sapori straordinari, così per i vini bianchi il Collio ha una marcia in più regalando con il passare degli anni sensazioni piacevoli e sorprendenti.
Vino bianco dell'anno? E chi l'ha detto? Molto meglio il vino bianco d'annata!

La zona di produzione si estende su tutto o parte del territorio di otto comuni:
Gorizia, Capriva del Friuli, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d'Isonzo, Mossa, San Lorenzo Isontino e San Floriano del Collio.

Sottodenominazioni da uvaggi:
Collio Rosso: prodotto con uve Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon, e/o Merlot e/o Pinot Nero.
Collio Bianco: prodotto con uve Ribolla gialla (45%-55%), Malvasia istriana (20%-30%) e Tocai (15%-25%).

Sottodenominazioni varietali:
Collio Cabernet (prodotto con uve Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon) e tutti i seguenti vinificati in purezza: Collio Cabernet Franc, Collio Cabernet Sauvignon, Collio Merlot, Collio Pinot Nero, Collio Chardonnay, Collio Malvasia, Collio Muller Thurgau,Collio Picolit, Collio Pinot bianco, Collio Pinot grigio, Collio Ribolla o Ribolla Gialla, Collio Riesling, Collio Riesling italico, Collio Sauvignon, Collio Tocai Friulano, Collio Traminer aromatico.