IL MONTEPULCIANO D'ABRUZZO
La
provincia di Chieti è la seconda produttrice di vino a livello italiano,
preceduta solo da Trapani. La vitivinicoltura della zona ha
caratteristiche peculiari: nel territorio operano 33 cantine cooperative
che contano 16.000 soci, mentre il restante 20% viene vinificato da oltre
un centinaio di piccole e medie aziende agricole. Già nel XVIII secolo un
anonimo cronista descrive i vini dell’area teatina come “preziosi e a buon
mercato”. Caratteristiche che mantengono a tutt’oggi, tanto che le
esportazioni sono in crescita costante soprattutto verso la Germania,
l’Inghilterra, i Paesi del Nord Europa ma anche il Canada, gli Usa e il
Giappone. Sito per la maggior parte in zona collinare, il vigneto chietino
prospera grazie a condizioni pedoclimatiche quanto mai favorevoli:
equilibrio fra buona piovosità e abbondante insolazione, temperatura media
mite, giusta ventilazione.
Come nel resto della regione, anche in questa
zona la base ampelografica è monopolizzata dalle uve Montepulciano
d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo, affiancati - in misura minore - dalle
autoctone Cococciola e Pecorino. Parliamo innanzitutto del Montepulciano
d’Abruzzo, vino a Doc che è sinonimo stesso di vitivinicoltura abruzzese.
Va subito precisato che questa varietà non ha niente a che vedere con
l’omonima cittadina toscana né tantomeno con il Vino Nobile di
Montepulciano, che deriva al contrario da uve Prugnolo Gentile (un clone
di Sangiovese). Per potersi fregiare della denominazione il Montepulciano
d’Abruzzo deve essere ottenuto dalle uve omonime per almeno l’85%; il
disciplinare consente fino a un 15% massimo di altre uve locali a bacca
rossa non aromatiche. Nella versione rosso, giovane o invecchiato in
rovere oppure passato in barrique, è un vino di colore rubino intenso con
lievi sfumature violacee, di sapore asciutto e morbido, con note di frutta
matura e retrogusto lievemente mandorlato. L’altra tipologia di Montepulciano d’Abruzzo è il rosato Cerasuolo: un
vino di colore rosso ciliegia (cerasa, appunto) e dal gusto fresco e
armonico, profumato di frutta rossa e con un retrogusto appena amarognolo.
La seconda denominazione classica è il bianco Trebbiano d’Abruzzo, nel cui
disciplinare di produzione è previsto l’utilizzo di uve Trebbiano
d’Abruzzo (Bombino bianco) e/o trebbiano toscano, con il concorso di altri
vitigni a bacca bianca non aromatici per al massimo il 15% dell’uvaggio.
Questo bianco ha colore giallo paglierino ed è delicatamente profumato,
con sapore asciutto e armonico. Considerato tradizionalmente un vino
“facile”, ha dimostrato insospettate complessità di profumi e di sapori
giovandosi di selezioni clonali e mirati passaggi nel legno. Accanto alle
due Doc regionali vanno citati per concludere i vini Igt (Indicazione
Geografica Tipica) che sono attualmente cinque: Terre di Chieti, Colline
Teatine, Colline Frentane, Colli del Sangro, Colli del Vastese o
Histonium.
Queste Igt indicano una serie di aree vocate i cui prodotti non rientrano
nelle produzioni a Doc, e comprendono vini bianchi, rossi e rosati - anche
nelle tipologie frizzante, passito e novello - ottenuti da vitigni locali
e internazionali, vinificati sia in purezza che in uvaggio. Le Igt con la
specificazione del nome del vitigno sono riservate ai vini ottenuti da uve
a bacca bianca o rossa provenienti da vigneti composti per almeno l’85%
dal vitigno “base” (ovvero Chardonnay, Pinot, Malvasia, Pecorino,
Aglianico, Ciliegiolo, Sangiovese ecc.) con il concorso delle uve dei
vitigni a bacca di colore analogo.
SPECIFICHE DI PRODUZIONE:
Zona di produzione:
il territorio vitato delle quattro province
abruzzesi: Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Sono da considerare idonei
unicamente i vigneti collinari situati ad una altitudine non superiore ai
500 metri. s.l.m. ed, eccezionalmente, ai 600 metri. per quelli esposti a
mezzogiorno, con esclusione, comunque, dei vigneti situati in fondo valle.
Vitigni: Montepulciano; Sangiovese fino ad un massimo del 15%.
Resa massima per ha: 140 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 12%.
Acidita' totale minima: 5-7,5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 18-27 per mille.
Ceneri: 1,8-3 per mille.
Invecchiamento: 5 mesi.
Caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino con lievi
sfumature violacee e tendente all'arancione con l'invecchiamento; profumo
vinoso, tenue, gradevole; sapore asciutto, sapido, morbido, leggermente
tannico.
Qualificazioni: qualora sia sottoposto ad un periodo di
invecchiamento di 2 anni, puo' portare la qualifica "Vecchio".
Tipologie: qualora le uve vengano vinificate in presenza delle
bucce per un limitato periodo di fermentazione, il vino, in considerazione
del suo colore rosso ciliegia, puo' portare la specificazione "Cerasuolo".
Abbinamenti :arrosti di carni bianche e rosse, agnello alla griglia
e brodettato, pollo e coniglio alla cacciatora, grigliate miste.