CANTON TICINO, ARRIVA LA NOBILTA' DEL NEBBIOLO
Non c'è dubbio: il Merlot è e resta il vino simbolo del Ticino
turistico-gastronomico. Ed effettivamente il vitigno importato dalla Francia
all'inizio del Novecento la fa da padrone nelle terre ticinesi coltivate ad uva.
Da quando però il settore vitivinicolo cantonale ha cambiato marcia con la
costituzione di
Ticinowine (dal 2005 confluito nell' Interprofessione della vite e del vino
ticinese) e il lancio di manifestazioni di successo come le "Cantine aperte",
sono cresciute le ambizioni di raffinamento del prodotto, alla ricerca di una
qualità capace di soddisfare nicchie di mercato più esigenti.

Altri vitigni hanno già fatto capolino nel quasi monopolio del Merlot e allora
perché non provare anche il Nebbiolo? Il
Nebbiolo è un vitigno antico, pregiato per la sua predisposizione
all'invecchiamento del vino prodotto, legato alle ovattate brume delle dolci
colline piemontesi che digradano verso Alba, la capitale del tartufo, il tartufo
bianco.
Ma il tartufo, seppur nella varietà nera, lo si trova anche nel Mendrisiotto,
perché il terreno è calcareo, proprio come quello delle Langhe, dove affondano
le radici di prestigiose etichette del Barolo, il cosiddetto "re dei vini"
prodotto con le uve Nebbiolo.
E proprio per un'affinità di terra e quindi "per aiutare il Merlot in acidità,
visto che questo vitigno qui nel Mendrisiotto ha poca acidità", il viticoltore
Enrico Trapletti ha deciso di reintrodurre il Nebbiolo nella sua tenuta: un
tocco di "nobiltà enologica" in terra ticinese. Come in Valtellina, dove
il conte Cesare Sertoli Salis è tornato a legare il blasone di famiglia
all'antico vitigno.
Da www.RSI.ch