DALLA TELEVISIONE IN CUCINA ALLA CUCINA IN TV

Così come nel 1965 la televisione irruppe nella vita degli italiani, oggi dalle prime ore della mattina a quelle del post Tg della sera, la nostra vita casalinga viene scandita dal ritmo incessante di trasmissioni televisive dedicate al cibo e al bere bene. E' questo uno dei chiari effetti della TV generalista, che, spogliatasi delle vesti di "mamma educatrice", cerca di rivolgersi un po’ a tutti attraverso quelli che sono gli argomenti condivisi dal patrimonio culturale nazionale: vino, cibo e fantasia.

Non si conta più il numero dei cosiddetti "programmi per casalinghe" trasmessi all'interno dell'intero palinsesto giornaliero e si fa persino fatica a distinguere un quiz da un semplice talk show. Pappa al pomodoro, risotto alla milanese, melanzane alla parmigiana, pesto alla genovese, e ancora Chianti, Barolo, Vin Santo etc. divengono gli ingredienti di un vero e proprio "contenitore televisivo" dove tutto si mischia e niente si distrugge. Su quasi tutte le reti la mattina dei giorni feriali è coperta da questi grandi contenitori di intrattenimento al cui interno si parla veramente di tutto, compresa la cucina.

Il cibo, insieme al vino diventa insomma l'aggancio principale con qualsiasi argomento da trattare: gelosia, litigi, carenze di affetto e chi più ne ha più ne metta. Il livello culturale di buona parte dei programmi non ha un filo logico se non quello di raccontare ricette in maniera frettolosa e senza un ordine preciso, all'interno di uno spazio virtuale in cui si cuoce e arrostisce una portata in poche manciate di minuti. La cucina forse, qualcuno potrebbe arguire, non è più quella di una volta, le casalinghe anche.

Ogni volta viene illustrato un menù del giorno, magari legato all'uso di uno o più prodotti di stagione, ma ogni volta con una rassegna troppo breve e veloce: è la famosa legge dei 3 minuti!

Difficile prendere appunti. Star del mondo del cinema, cantanti e ancora presentatori, politici, religiosi e persino calciatori divengono i testimonial dell'enogastronomia made in italy, ciascuno con le proprie testimonianze, ciascuno con le proprie preferenze. La qualità del mangia&bevi si trasforma il più delle volte in spettacolarizzazione, esibizionismo, pura teatralità, dove quello che conta non è il profumo o la sensorialità del prodotto bensì il modo in cui viene servito e presentato agli ospiti. Sorrisi e canzoni, dibattiti e quiz a premi si mescolano con le ricette all'italiana e si crea così il format della trasmissione.

Nasce perciò un vero e proprio abuso dell'argomento bere e mangiar sano, e l'elevato numero di messaggi produttori di "falsa coscienza" tende ad offuscare la presenza dei consigli di saggi ed esperti presenti nelle trasmissioni di carattere più tecnico e scientifico. Occorre perciò prestare maggiore attenzione e riuscire a distinguere i messaggi veri da quelli falsi. La televisione infatti, più di ogni altro media, prende al volo ciò che affiora dai discorsi della vita quotidiana, coglie l'attimo e crea spettacolo.

Agisce con l'effimero, anche per quanto riguarda la scelta dei temi da trattare e delle notizie da dare in materia di enogastronomia. In Tv, quando si parla di vino, cucina, ristoranti e simili si cerca il più delle volte di utilizzare toni banali, tipici di una chiacchierata al bar o nei negozi sotto casa. Questo crea un'idea spesso distorta sia dei prodotti enogastronomici che della filosofia del cibo, e concetti come "recupero dei saperi e dei sapori di un territorio", se fatti proprio dal piccolo schermo,
diventano semplici slogan pubblicitari. Tutto questo è televisione.
Articolo tratto da WINENEWS