DIMMI CHE VINO SCEGLI...
Regalare una bottiglia è un’abitudine sempre più diffusa e negli
ultimi anni si nota una ascesa esponenziale dei vini toscani. Perché
il vino ha un fascino indiscutibile. E se è toscano tale fascino
aumenta. Il problema è dato proprio dall’imbarazzo della scelta. I
produttori sono ormai moltissimi, le etichette scintillano sugli
scaffali, i prezzi d’acquisto sono non di rado medio-alti. E allora,
come fare? In queste pagine troverete un decalogo che può andar bene
sia per il profano, sia per chi ne capisce abbastanza. Si tratta di
dieci regole ovvie, o meglio piccole indicazioni di metodo per
scegliere il miglior vino al miglior prezzo. E ciò farà felice sia
chi riceve il regalo, sia voi se avrete saputo spendere bene i
vostri soldi.
Regola
1 - L’enoteca
Già, la prima cosa è scegliere l’enoteca di fiducia. Sembra ovvio,
ma non è così. Esistono bottiglierie storiche così come esistono
negozi “novelli”. Due sono gli elementi che in ogni caso dovrete
considerare. Innanzitutto che il locale abbia un numero di referenze
adeguato. Poi che sappia dialogare e consigliarvi. Spesso si vedono
persone che si perdono fra gli scaffali, senza avere una chiara idea
di cosa comprare. Non esiste preda migliore per un commerciante che
sa il fatto suo! Vi accosterà con gentilezza e, statene certi, vi
farà comprare la bottiglia che magari non riesce a smerciare da
tempo o pseudo-specialità a costi altissimi. Non fatevi mettere
all’angolo dagli aggettivi che userà, né dalla incredibile qualità
del rosso o del bianco in questione. La tattica migliore è piuttosto
quella di far uscire allo scoperto il negoziante: parlateci,
confessate magari i vostri dubbi, fatevi dare un consiglio, chiedete
notizie sulle fattorie o sugli abbinamenti. Se il vostro
interlocutore si mantiene sospettosamente sul generico vuol dire che
ne sa quanto voi o forse meno, se invece vi farà interessare alla
bottiglia significa molto semplicemente che sa fare il suo lavoro.
Per cui un buon professionista avrà sempre per voi la bottiglia
giusta fra le molte di cui dispone.
Regola 2 - Cosa regalare a chi
Poiché il vino è ormai un argomento di grande appeal, sappiate che
esiste anche un aspetto psicologico legato al ruolo sociale o alla
personalità di chi riceverà il regalo. I peggiori (o i migliori,
dipende dal punto di vista) sono coloro che hanno appena frequentato
un corso di degustazione. Quale annata, denominazione, zona,
sottozona, fattoria, cru regalare? Roba da farsi venire una crisi di
nervi! C’è solo un modo per evitarla: dare il giusto peso a tutto
ciò. Quasi tutti i vini vengono commercializzati per essere
consumati prima possibile, per cui alla teoria non segue (se non
molto raramente) la pratica di acquistare il vino e lasciarlo lì per
anni. Dall’altra parte ci sono coloro a cui va bene tutto basta che
sia vino. In questo caso la scelta sarà forse meno ardua, ma
certamente non meno arduo sarà centrare il bersaglio del rapporto
qualità-prezzo perché il rischio, in questo caso, è di regalare
bottiglie di scarsissimo valore. A livello intuitivo potete dare un
occhio alla grafica delle etichette che in qualche modo “racconta”
il vino, alla pesantezza delle bottiglie, alla cura generale con cui
l’azienda presenta al pubblico il proprio prodotto. Nessuna azienda
si sognerebbe di investire in grafica, packaging, tappi di prima
scelta, ecc., se il vino non lo meritasse. Comunque anche in questo
caso l’enotecario vi aiuterà a capire. Il resto dovrà farlo la
vostra sensibilità.
Regola 3 - Il prezzo non fa il vino
L’equazione vino a prezzo alto = vino di ottimo livello non regge
più. O almeno non ha più la stessa valenza di qualche anno fa.
L’educazione al gusto ha avuto i suoi effetti positivi creando
consumatori consapevoli. E la consapevolezza ha portato a
distinguere fra ciò che è caro e ciò che è costoso.
Caro
è un vino palesemente fuori prezzo, ossia con una qualità che non
giustifica l’acquisto. Costoso è un vino che non è per tutte le
tasche, ma che a livello qualitativo possiede i requisiti giusti,
quelli per cui, in ogni fase produttiva (dalla vendemmia
all’invecchiamento) si è cercata e raggiunta l’eccellenza. C’è poi
da dire che ci sono denominazioni forti (Chianti Classico, Brunello,
Montepulciano, ecc.) impossibilitate a scendere, per ragioni
produttive e di mercato, oltre un limite minimo. Detto altrimenti
certi vini non possono costare meno di un certo prezzo. Altre
denominazioni stanno sul mercato a prezzi inferiori. Questo non
significa che siano meno buone, anzi; significa più semplicemente
che il produttore intende proporre un vino alla portata di quante
più tasche possibili. Il consumatore è una persona avvertita: sa che
può comprare bene senza svenarsi, finché non giungerà il momento in
cui si concederà felicemente qualche peccato di gola.
Regola 4 - Fidarsi delle guide è bene…
… però fidarsi del proprio gusto è meglio. Prendete le guide per
quello che sono. Quindi date loro un significato letterale. Indicano
una rotta da seguire dando giudizi positivi o negativi. Rotta che
molte volte fa tendenza per il consumatore e mercato per il
produttore. Ma delle guide non innamoratevene troppo, potreste
perdere autonomia di scelta. Basterebbe confrontarle: ci sono
aziende e vini che in una guida sono lodati ai massimi livelli.
Gli stessi vini e le stesse aziende che in altre sono del tutto
ignorati. Com’è possibile? Forse una risposta c’è: il vino, come
tutte le cose affascinanti, è complesso e fornisce una pluralità di
interpretazioni possibili. E l’interpretazione del vino è anche (e
soprattutto) questione di gusto. Per cui, se ben educato, il gusto
di ciascuno di noi vale molto.
Regola 5 - Provate, sperimentate
Entrare in enoteca è come entrare in libreria. È possibile
perdersi e incantarsi per ore e ore. Ci sono autori altisonanti,
famosissimi. Altri sconosciuti. Probabilmente molto interessanti.
Chi
compra vino le prime volte vuole andare sul sicuro. E le grandi
marche rassicurano, indubbiamente. Sia quando il vino lo si deve
bere, sia quando lo si deve regalare. Tuttavia dopo le prime volte è
bene liberare la curiosità.
È uno dei modi migliori per scoprire qualche novità interessante,
produttori emergenti, vini che meritano fortuna.
Regola 6 - Quale vino quotidiano?
Scegliete vini in maniera funzionale. Buttereste via quattrini a
bere ogni giorno vini da 40-50 euro. E non dareste importanza a ciò
che importanza deve avere. È chiaro che gli amanti del vino vogliono
bere tutti i giorni. E il vino quotidiano va inteso come bevanda
genuina. Il suo profilo deve essere schietto, netto, preciso. Una
immediata sincerità. Su questo metro deve essere giudicato ciò che
giorno dopo giorno si presenta sulla nostra tavola.
Regola 7 - Bere meno, bere bene
Una regola che sembra già essere da tempo consolidata. I consumi
tendono a calare, ma il livello di ciò che si beve è decisamente
alto. Consumano le giovani generazioni, consumano le donne. Il wine
bar, fratello minore delle vecchie vinerie, è oggi un locale di
tendenza. Forse l’unico elemento conviviale che costituisce una
novità negli ultimi anni. Se il vostro intento è quello di regalare
una bottiglia per una cena importante allora puntate su vini che
sappiano esprimere appieno un territorio. Spendete un po’ di più,
bevete un po’ meno, ma meglio, molto meglio.
Regola 8 - Vini da regalare
Grandi denominazioni, ma non solo. Il vigneto toscano possiede una
varietà unica al mondo. Regna il sangiovese, leader indiscusso della
nostra enologia. Il Chianti, il Brunello, il Nobile, il Morellino di
Scansano sono tutte esaltazioni del medesimo comun denominatore. Ma
il sangiovese non esaurisce il quadro: (ri)emergono altri vitigni di
supporto quali canaiolo e colorino, mentre merlot, cabernet,
chardonnay trovano una loro collocazione nei vini a indicazione
geografica tipica (igt).
Li conosciamo come Supertuscan, definizione giornalistica che
raggruppa quei prodotti che si liberano dai disciplinari e danno
spazio alla sapienza di produttori ed enologi. Se la Toscana ha
saputo ritagliarsi un ruolo primario a livello nazionale e
internazionale è perché costituisce una garanzia per l’amante dei
grandi vini.
Regola 9 - Come farsi una piccola cantina
Se possibile comprate sempre almeno due bottiglie dello stesso vino.
Una bevetela o regalatela subito,
l’altra riservatela per quando l’occasione sarà propizia. Conservate
le bottiglie al buio e al fresco, se possibile coricate. Evitate
luoghi eccessivamente umidi o al contrario troppo secchi, non
teneteci vicino salumi, formaggi o, ancora peggio, materiale per la
pulizia della casa. Abbiate cura dei vostri vini, fateli riposare
bene.
Regola 10 - Meditate, gente, meditate (o abbinate)
Ci sono grandissimi vini bianchi e rossi che possono/devono essere
bevuti in poltrona davanti a un camino leggendo un bel libro. Oppure
davanti a tramonti meravigliosi. Sono vini che soddisfano l’anima
più che il corpo. Perciò sono detti vini da meditazione. Negli altri
casi i vini vanno bevuti a tavola e servono a esaltare i piatti che
stiamo mangiando. I grandi vini sono al servizio delle grandi
pietanze. I vini semplici al servizio dei cibi semplici. Al di là
dei dati tecnici, affidatevi ancora una volta al buon senso e
all’intuito. Ogni territorio ha i suoi piatti e i suoi vini. Le
cucine delle varie parti della Toscana vogliono vini adeguati.
Se l’amico o l’amica a cui regalate il vino è amante della buona
tavola, fate mente locale ai suoi gusti.
C’è sicuramente la bottiglia che fa al caso vostro. Certo, meglio
che la persona a cui donerete la bottiglia non sia un filosofo. I
filosofi meditano troppo e i vini da meditazione costano decisamente
cari!!!