DEGUSTARE IL VINO A CASA
Diventare un buon degustatore di vino significa principalmente fare
molta pratica e mantenere la memoria e i propri sensi allenati.
Questo risultato si ottiene, com'è facilmente prevedibile,
degustando quanti più vini possibile.
Contrariamente a quanto si
pensa, i degustatori non assaggiano solamente vini eccezionali e di
elevata qualità: per comprendere la grandezza di un vino è
necessario anche conoscere - e riconoscere - il suo esatto opposto,
cioè vini di qualità minore.
Ogni degustatore conosce il valore
formativo e professionale che è offerto da un vino che presenta dei
difetti: è un'occasione per imparare a riconoscerli e spesso i
difetti del vino sono così sottili che richiedono un naso ben
allenato per essere individuati.
Per quanto questo possa risultare
scontato e superfluo, è bene ricordare che un grande vino è, prima
di tutto, un vino che non presenta difetti. La capacità di
riconoscere i difetti e quindi la capacità di rilevare la loro
assenza, suggerirebbe un concetto espresso più di 2.500 anni fa da
Lao Zi nel suo celebre Dao De Jing: «Nel mondo tutti sanno
riconoscere il bello e quindi conoscono il brutto; tutti sanno cos'è
il bene e pertanto riconoscono il male». Una considerazione, che per
quanto ovvia e scontata può apparire, ricorda l'importanza della
differenza e del confronto. Allo stesso modo, si riconoscono i
grandi vini perché si conoscono i cattivi vini.
Chiunque sia interessato a migliorare le proprie capacità di
degustatore dovrebbe cercare di sfruttare a proprio vantaggio
qualunque situazione in cui è possibile confrontarsi con un vino,
comprese le situazioni che potrebbero apparire meno opportune.
Visite alle cantine, pasti consumati al ristorante, cene a casa di
amici e manifestazioni enogastronomiche sono solamente alcuni dei
tanti esempi che possono offrire opportunità per apprendere qualcosa
di nuovo. Queste situazioni non offrono, ovviamente, le migliori
condizioni necessarie per la corretta valutazione di un vino,
tuttavia insegnano comunque qualcosa. Mantenere i propri sensi in
costante allenamento significa anche avere a disposizione sempre dei
nuovi vini da degustare e questo, purtroppo, significa anche
investire quantità di denaro - anche cospicue - e non sempre è
possibile.
La cosa migliore sarebbe potere degustare un vino in
condizioni ideali di concentrazione e idoneità ambientale, oltre che
disporre di strumenti opportuni. Anche se non tutti possono
permettersi di disporre di una sala di degustazione, è comunque
possibile organizzare efficaci e utili degustazioni di vino anche
casa propria.

Le
degustazioni alla cieca consentono di ottenere risultati migliori
Se il fattore economico rappresenta un problema per l'acquisto dei
vini, è opportuno costituire un gruppo di degustazione composto da
amici che desiderano approfondire la propria conoscenza nella
valutazione sensoriale del vino. I
n questo modo è possibile dividere
le spese per l'acquisto dei vini e pertanto sarà possibile avere a
disposizione una quantità di bottiglie tali da consentire
interessanti confronti e discussioni. Costituire un gruppo di
degustazione è comunque utile, non solo per la suddivisione dei
costi per l'acquisto delle bottiglie di vino.
La possibilità di
confrontare le proprie opinioni e sensazioni relativamente ad un
vino con gli altri è utile alla comprensione delle proprie capacità
e dei propri limiti, in altre parole, la degustazione di gruppo
consente di fare crescere tutti i suoi componenti. Dipendentemente
dalle finalità del gruppo, si può degustare ogni campione di vino in
modo autonomo, senza interferire sul lavoro di degustazione degli
altri, oppure degustare tutti insieme, condividendo immediatamente
le proprie impressioni.
Nel primo caso si potranno confrontare con gli altri le proprie
impressioni relativamente ad un campione al termine della sua
degustazione, oppure dopo avere degustato tutti i campioni di vino
previsti nella sessione. Nel secondo caso la degustazione si svolge
in modo “aperto” dove ogni componente del gruppo esprime subito la
sua opinione e dando luogo ad un dibattito sul vino.
Entrambi i casi risultano utili per la formazione e lo sviluppo
delle proprie capacità di degustatore, tuttavia è bene ricordare che
nel secondo caso, cioè nella degustazione aperta, si può correre il
rischio di essere condizionati dalle opinioni degli altri e si può
finire con il riconoscere aromi che in realtà non si percepiscono.
Il modo in cui si svolgono le degustazioni in un gruppo dipende
anche dalle finalità che si vogliono raggiungere.
La degustazione individuale è certamente più formale e consente
comunque un confronto con gli altri componenti che sarà effettuato
alla fine della degustazione. La degustazione aperta è certamente
più divertente e, nonostante offra un'ottima occasione di
apprendimento e di miglioramento, consente anche di trascorrere un
po' di tempo piacevole in compagnia di amici ricordando sempre che
la finalità dell'incontro è quella di degustare vino e non di bere
vino.
Preparazione della Degustazione:
Anche se si decide di organizzare una degustazione informale fra
amici, questo non significa che si può tralasciare la cura degli
aspetti necessari per uno svolgimento proficuo. Il primo aspetto da
curare è la decisione del “tema” della degustazione in modo da
assicurare utili motivi di confronto e discussione. Questo significa
che i vini da degustare devono avere una o più caratteristiche in
comune, come per esempio “Chardonnay della Borgogna”, “Chianti
Classico 2001”, “Franciacorta e Champagne”, “Rosati del Salento” e
così via. Il tema della degustazione può anche comprendere
degustazioni verticali (uno specifico vino dello stesso produttore
ma di annate diverse) o orizzontali (uno stesso vino, per esempio
Barolo, di produttori diversi ma appartenente alla stessa annata).
Non avrebbe molto senso confrontare fra loro, per esempio, tre vini
appartenenti a tipologie diverse (per esempio vini bianchi, rossi e
dolci) e che non hanno punti in comune: semplicemente non offrono
motivi di confronto e di discussione se non il fatto di constatare
che sono tutti diversi.
Annotare i propri commenti durante le degustazioni aiuta a
migliorare le proprie capacità.
In
termini generali ogni degustazione di vini tende al conseguimento di
due risultati: la valutazione qualitativa delle caratteristiche
organolettiche e sensoriali di un vino e la determinazione
qualitativa in relazione ad altri vini mediante considerazioni di
tipo comparativo. La valutazione delle caratteristiche
organolettiche viene svolta durante la prima fase dell'esame, quando
il vino viene considerato analiticamente e esclusivamente per le sue
qualità. Al termine di questo esame si procede con la comparazione
qualitativa e quantitativa in relazione ad altri vini.
Questa seconda fase, in cui si potrebbe pensare che ogni degustazione
deve necessariamente prevedere almeno due vini proprio per
permettere il confronto, in realtà viene svolta anche quando si ha
un solo vino da valutare.
In questo caso specifico la comparazione viene svolta con la propria
memoria e con le esperienze maturate durante le degustazioni
precedenti. Il confronto quantitativo pone in relazione, per
esempio, la forza e l'intensità di determinati stimoli sensoriali,
come l'intensità degli aromi o dei sapori, mentre il confronto
qualitativo consente di determinare quale dei campioni sia migliore
analizzando, per esempio, l'eleganza degli aromi, l'equilibrio
gustativo e la natura degli eventuali difetti.
Questi obiettivi si possono ottenere in modo più diretto e immediato
nelle degustazioni in cui si dispongono di più vini: per questo
motivo è opportuno seguire un tema specifico in modo da rendere
possibile la comparazione delle qualità dei campioni presi in esame.
È opportuno osservare che per comparazione si intende anche il
confronto delle differenze esistenti fra i vini. Si potrebbe
organizzare una degustazione il cui tema è “vini rossi da uve
Italiane” in cui si valuteranno quattro vini di quattro zone
geografiche diverse, come per esempio un Nebbiolo delle Langhe, un
Sagrantino di Montefalco, un Aglianico del Vulture e un Cannonau di
Sardegna. Quattro vini completamente diversi, pur tuttavia tutti
rossi, la cui degustazione comparativa offre un momento di studio
atto a comprendere le qualità di ogni singolo vino e gli aspetti che
lo differenziano dagli altri. Lo stesso concetto si può applicare
anche a vini prodotti con la stessa uva ma provenienti da regioni
diverse in modo da comparare le differenze determinate dal fattore
territorio.
Il numero di vini da degustare in una sessione è generalmente
dipendente dalle sue finalità, tuttavia nel caso di degustazioni
casalinghe sembra essere opportuno non superare sei campioni.
Bisogna ricordare che una degustazione sensoriale proficua, svolta
con attenzione e concentrazione, può risultare piuttosto faticosa
per i soggetti non abituati a questo tipo di attività. Si deve
inoltre ricordare che tutti possono essere soggetti ad assuefazione
sensoriale - in particolare olfattiva - che si verifica dopo un
determinato periodo di continua percezione sensoriale.
Anche nel caso in cui l'incontro non è formale, è indispensabile che
i vini siano degustati alla cieca in modo da non influenzare la
valutazione dei singoli degustatori: anche un indizio minimo può
essere motivo di pregiudizio. Per questa ragione è necessario che le
bottiglie siano private delle capsule e collocate all'interno di
sacchetti in modo da nascondere sia la forma della bottiglia sia
l'etichetta. Probabilmente tutti i partecipanti conoscono in
anticipo i vini da valutare, tuttavia è bene presentarli alla cieca
cercando di diminuire quanto più possibile la riconoscibilità delle
bottiglie e dei vini.
Nelle
degustazioni di gruppo un buon sistema è quello di incaricare due
persone allo svolgimento di questa operazione. La prima persona,
senza essere vista dagli altri, provvederà ad inserire le bottiglie,
stappate e senza capsula, all'interno dei sacchetti. La seconda
persona, anche in questo caso senza essere vista dagli altri,
provvederà a mischiare l'ordine originale dei sacchetti e apporrà un
numero identificativo su ognuno di essi.
Nel caso in cui la degustazione è svolta da un solo individuo, si
può chiedere ad un'altra persona di inserire le bottiglie nei
sacchetti e di numerarle. Il luogo scelto per la degustazione dovrà
essere sufficientemente illuminato e possibilmente ben aerato, non
ci dovranno essere odori estranei, come per esempio in cucina subito
dopo averla usata. I partecipanti si dovranno astenere dal fumo, sia
per non compromettere le proprie capacità sensoriali e, soprattutto,
per non inquinare l'aria della stanza. Per la stessa ragione, si
raccomanda inoltre che i partecipanti non indossino profumi
particolarmente aggressivi.
La
degustazione si svolgerà in un tavolo ricoperto con una tovaglia
preferibilmente di colore bianco, utile per la corretta analisi
dell'aspetto del vino. Ad ogni posto verranno collocati i calici,
uno per ogni campione da degustare.
È preferibile utilizzare calici da degustazione - come per esempio
il calice ISO - ed è comunque essenziale che tutti i degustatori
dispongano dello stesso tipo e modello di calice in modo da
assicurare una condizione di valutazione omogenea. I calici saranno
contrassegnati con gli stessi numeri applicati nei sacchetti delle
bottiglie.
Si farà inoltre attenzione ad assicurare un sufficiente spazio fra
le postazioni in modo da consentire l'utilizzo di quaderni o blocchi
note per scrivere i propri commenti su ogni campione. Al centro del
tavolo è bene collocare un recipiente per consentire lo svuotamento
dei bicchieri oppure per consentire ai degustatori che non
desiderano deglutire il vino di espellere i campioni presi in esame.
A questo scopo è possibile utilizzare, per esempio, i secchielli per
il ghiaccio, un vaso da fiori vuoto oppure una pentola. Nel tavolo
saranno inoltre presenti uno o più cestini contenente pane -
possibilmente neutro e non condito - da utilizzare fra una
degustazione e l'altra in modo da pulire la cavità orale e
prepararla al vino successivo.
Svolgimento della Degustazione:
Un
partecipante sarà incaricato del servizio dei vini e inizierà a
versare il campione numero uno nel bicchiere numero uno. Prima di
iniziare a versare il vino pronuncerà a voce alta il numero del
campione che sta per servire consentendo ai partecipanti di segnare
il numero nei loro quaderni di appunti. Dopo avere servito l'ultimo
partecipante, la bottiglia viene riportata insieme a tutte le altre.
A questo punto il vino viene esaminato dai degustatori in una delle
modalità già descritte: in completa autonomia oppure avviando una
discussione aperta fra tutti i partecipanti. Nel secondo caso vi
accorgerete ben presto che un “semplice” calice di vino può avviare
una discussione e un dibattito spesso infinito. In questo caso è
facile che lo spirito della competizione possa prendere il
sopravvento sulla reale utilità della degustazione, e questo è
probabile quando nel gruppo ci sono individui il cui fine è quello
di apparire più bravi e esperti di altri. Per questo motivo quando
decidete di fare degustazioni di gruppo è bene scegliere i
partecipanti in modo scrupoloso, facendo attenzione che tutti
abbiano le stesse motivazioni e lo stesso interesse.
Dopo avere valutato il primo campione, la persona incaricata
provvederà a servire il vino numero due nel calice numero due e si
procederà in questo modo fino al termine della valutazione di tutti
i vini. A questo punto - e prima di mostrare l'identità delle
bottiglie - è sempre utile aprire una discussione comparativa sui
singoli campioni cercando di evidenziare i pregi e i difetti di
ognuno in relazione a tutti gli altri. S
i può inoltre stilare una classifica di tutti i vini assegnando un
punteggio di merito sommando i punteggi assegnati da ogni singolo
degustatore. Si può, per esempio, dare un voto compreso fra 1 e 10 e
che sia riferito al merito complessivo del vino dedotto dalla
qualità dei singoli aspetti della degustazione. Le bottiglie vengono
a questo punto estratte dai sacchetti e quindi si svelerà la loro
identità ai partecipanti che provvederanno a scrivere il nome,
annata e produttore nelle loro pagine di appunti sostituendoli ai
numeri precedentemente assegnati. Non mancherà lo stupore dei
partecipanti e che certamente sarà ancora motivo di dibattiti e
discussioni, delusioni e sorprese. Infine, ricordatevi dell'utilità
culturale e formativa della degustazione, ma anche dell'occasione di
avere trascorso un po' di tempo in buona compagnia di amici. Buon
divertimento e buona degustazione!
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