LE BOTTIGLIE
La bottiglia e' (ovviamente!) il contenitore in vetro in cui viene immesso il
vino destinato al consumatore finale. L'utilizzazione del vetro
al posto della terracotta, delle botticelle di legno, dei
contenitor
i
metallici e delle vesciche animali ha determinato una crescita
qualitativa del vino, soggetto in maniera minore ad inquinamenti
e degenerazioni. Nonostante l'estrema malleabilita' del vetro,
soprattutto per offrire una garanzia,
anche visiva, di capacita', in ogni zona vinicola si sono
sviluppate forme che sono rimaste praticamente invariate per
secoli ed in molti casi sono diventate degli standard
internazionali. Da zona a zona la capacita' della bottiglia
standard, sigillata con tappo di sughero, variava in passato da
700 cl. a 720, 750, 760, 780. Da qualche anno si e' imposta una
uniformazione alla capienza di 750 cl. alla quale si sono
adeguati quasi tutti i paesi produttori di vino, fatta eccezione
per pochi stati dell'Est europeo.
Perché la bottiglia
dev’essere soltanto di vetro?
L’utilizzo dei contenitori in vetro rappresenta il modo più
efficace per conservare nel tempo le caratteristiche dei vini.
Per due ragioni: in primo luogo perché questo materiale non cede
quasi niente al vino, anche in condizioni di contatto molto
severe. In secondo luogo perché la trasparenza consente di
vedere i prodotti contenuti negli involucri. Il colore del vetro
utilizzato spazia in genere dal bianco all’ambrato, al marrone,
al verde più o meno scuro. Per ciò che riguarda il formato, la
bottiglia da tre quarti di litro è l’ideale per i vini di
qualità perché adatta a consentire un buon invecchiamento. Oltre
al formato standard esistono anche misure più grandi, il magnum
da un litro e mezzo, il jéroboam da 3 litri, la mezza bottiglia
da 0,375 o da 0,5 litri.
Il colore del vetro utilizzato spazia dal bianco all'ambrato, al
marrone, al verde, dai toni piu' chiari ai piu' cupi.
Soprattutto per i vini destinati ad un affinamento piu' o meno
lungo in bottiglia, e' da preferire l'utilizzo di vetri molto
scuri, e recenti studi hanno permesso di realizzare mescole che
permettono di ottenere una filtratura della luce ottimale per la
conservazione del vino.
Perchè
tappo di sughero?
Il tappo può essere di sughero, a vite, a corona, sintetico. Il
sughero è l’ideale, se di buona qualità, per tutti i vini di
pregio e destinati a prolungato invecchiamento. Può essere però
aggredito da agenti contaminanti, tra cui il 2,4,6
tricloroanisolo (Tca), che danno al vino odori o sapori
sgradevoli. Il tappo sintetico è realizzato con diversi
materiali plastici. La sua minore elasticità richiede una
migliore precisione di accoppiamento con la bottiglia, tuttavia
rimane l’alternativa ideale al sughero. Il tappo a vite costa
pochissimo, ma richiede bottiglie con speciali filettature. Per
garantire la chiusura, il disco di contatto deve contenere
plastilina, che può impartire sgradevoli odori al vino. Spesso è
sinonimo di bassa qualità. Il tappo a corona costa ancor meno e
pure richiede una bottiglia speciale. È sensibile al Tca.
Le
forme di bottiglia piu' diffuse sono:
La BORDOLESE nata nella regione di Bordeaux ed utilizzata prevalentemente per i vini rossi, e' caratterizzata da un collo innestato su spalle accentuate che all'atto della mescita creano una sorta di barriera che impedisce ai residui solidi, una volta comuni a tutti i vini rossi invecchiati, di defluire nel bicchiere.
La BORGOGNOTTA, originaria della Borgogna e' caratterizzata da una forma cilindro-conica ed era utilizzata indifferentemente per vini bianchi e rossi.
La CHAMPAGNOTTA, nata nello Champagne, si e' imposta in tutto il mondo come la forma ideale per la commercializzazione dei vini spumanti. Questa bottiglia, dalla forma abbastanza simile a quella della Borgognotta, e' caratterizzata da un vetro spesso e pesante, in grado di resistere alla pressione di almeno 10 atmosfere, e da una imboccatura che presenta una sporgenza ad anello alla quale possono fare presa graffe o gabbiette metalliche utilizzate per ancorare il tappo ed impedire che sia espulso dalla forza esercitata dai gas disciolti nel vino.
La RENANA, proveniente dall'area vinicola del Reno, in Germania, ha una forma cilindro-conica molto allungata ed e' sempre stata utilizzata per la conservazione di vini bianchi.
A questi formati classici si affiancano bottiglie meno diffuse quali:
La PULCIANELLA utilizzata in passato per l'Orvieto ed oggi diffusamente impiegata per l'Armagnac e da alcuni grandi produttori portoghesi di rose' e vino verde;
L'ALBEISA, utilizzata per i vini rossi della zona dfi Alba, in Piemonte;
La "CHIATIGIANA, della capienza di 1.500 cl. e destinata a sostituire il classico fiasco.
Il "FIASCO", contenitore di vetro soffiato, di forma pressoche' sferica, rivestito di paglia intrecciata in modo tale da permettergli di rimanere autonomamente in posizione verticale. Utilizzato prevalentemente per il Chianti ed i vini toscani in genere, e' stato per lungo tempo il simbolo del vino italiano nel mondo. Attualmente e' in fase di abbandono quasi totale per ragioni di carattere sia economico (i costi per realizzare l'avvolgimento in paglia sono diventati proibitivi), che tecnico (il fiasco a causa della sua forma e' di difficile stoccaggio, imballaggio e trasporto).
Altri contenitori per il vino sono:
IL
BARILE
Piccola botte in legno (abitualmente rovere o castagno) della
capacita' di 30-60 litri, un tempo utilizzato prevalentemente
per il trasporto del vino dalle cantine al luogo di smercio ed
oggi impiegato, prevalentemente con funzioni coreografiche, per
la conservazione di vini liquorosi.
LA BARRIQUE
Botte in legno di quercia della capacita' di 225 litri.
Utilizzata originariamente in Francia per l'affinamento dei vini
rossi, ed in alcuni casi dei bianchi, si e' diffusa enormemente
in California, in Sudafrica, in Australia ed in Nuova Zelanda.
Dagli anni Ottanta il suo utilizzo e' diventato pratica diffusa
anche nelle cantine italiane, soprattutto per l'affinamento di
vini definiti di "gusto internazionale" quali Cabernet e
Chardonnay.
Nella sua costruzione viene preferito l'impiego di querce
provenienti dal Massiccio Centrale Francese il cui legno ha la
caratteristica di cedere al vino aromi di spezie e vaniglia piu'
o meno intensi.
LA BOTTE
Contenitore in legno dalla forma di cilindro bombato al centro.
Nella sua costruzione vengono utilizzati legni diversi, a
seconda delle tradizioni locali, ma i piu' diffusi cono il
castagno e la quercia, in particolare rovere di Slavonia.
Per le botti non esistono capacita' codificate, ma si riscontra
una omogeneita' di dimensioni e di aspetto nelle diverse zone
vinicole.